Una sfida tra Benfica e Moreirense nel campionato portoghese (Photo by PATRICIA DE MELO MOREIRA/AFP via Getty Images)

In Portogallo il calcio è ormai ai blocchi di partenza. Dal prossimo 30 maggio, infatti, le squadre torneranno in campo per riprendere la Primeira Liga.

Nelle ultime ore si è molto discusso della decisione da parte delle autorità locali della Sassonia che ha imposto la quarantena per le prossime due settimane a tutta la squadra della Dinamo Dresda in seguito alla positività di due calciatori. In Germania le decisioni relative ai singoli casi sono di competenza delle autorità locali.

In Portogallo invece la linea sarà comune in tutto il paese. Le linee guida sanitarie del governo, pubblicate dalla Federcalcio portoghese (FPF), hanno affermato che, in caso di positività di uno o più giocatori, questa non comporterà automaticamente la messa in quarantena dell’intera squadra.

«L’implementazione delle misure di contenimento indicate in questo protocollo minimizza il rischio di contagio tra gli atleti e gli altri membri della squadra, quindi l’identificazione di un caso positivo non rende di per sé obbligatorio l’isolamento collettivo delle squadre», afferma il documento governativo.

Il Vitoria Guimaraes ha dichiarato che tre giocatori sono risultati positivi e sono stati isolati mentre il resto della squadra avrebbe continuato con l’allenamento individuale, secondo quanto riporta Reuters. Un positivo anche al Benfica, uno al Moreirense e, secondo l’agenzia di stampa Lusa, anche tre giocatori e due membri della dirigenza del Famalicao sono risultati positivi.

Il protocollo stabilisce che i giocatori devono generalmente rimanere a casa in una forma di autoisolamento, tranne che per gli allenamenti e le partite. «I movimenti dovrebbero essere limitati alla rotta casa-club/club-casa. Sono consentiti solo contatti sociali con conviventi e soci del club».

Prima di ricominciare la competizione, i giocatori, gli allenatori e gli arbitri dovranno sottoporsi a due test a distanza di 14 giorni. Una volta avviata la competizione, tutti i soggetti coinvolti dovranno sottoporsi a un test 48 ore prima della partita e un altro il più vicino possibile all’inizio del match.