(Photo credit should read JEFF PACHOUD/AFP via Getty Images)

Si avvicina il lancio dell’offerta a banda ultralarga da parte di Sky, in programma per la metà di giugno. Il servizio poggerà prioritariamente su rete Open Fiber, ma anche Fastweb rientra tra i fornitori della rete su cui girerà il servizio ultrabroadband dell’azienda di proprietà di Comcast.

Come ricorda Il Sole 24 Ore, si tratta di un passo importante per Sky, che si approccia a una nuova sfida in un momento delicato. La nuova offerta riporta in auge anche il tema della rete unica, già sponsorizzato dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli.

L’approdo sarebbe quello di una fusione tra Telecom e Open Fiber, controllata di Cdp ed Enel, che avrebbe l’effetto di ricondurre sotto uno stesso tetto due reti fisse del Paese, evitando duplicazioni laddove ancora si è in fase di rollout, con Cdp a diventare il primo azionista di Telecom.

In attesa di capire che direzione prenderà la questione, le visioni delle società si scontrano. E’ il caso di Tim, che ha dichiarato fallimentare il modello wholesale di Open Fiber. «Il modello wholesale-only è meno concorrenziale perché dota tutti gli operatori della medesima tecnologia. In Europa non esiste nessun modello wholesale only a livello nazionale» ha detto Giovanni Moglia, chief regulatory officer di Tim.

Anche il CEO di Wind Tre, Jeffrey Hedberg si è detto preoccupato «quanto ancora durerà questa diatriba», e teme un rallentamento dei tempi di realizzazione della rete in fibra necessaria per il Paese.

Non mancano il CEO di Vodafone Aldo Bisio, che si è più volte espresso a favore della «terzietà della rete» e il CEO di Fastweb, Alberto Calcagno, che ha segnalato la necessità del Governo di concentrarsi sulla revisione del Piano Banda Ultralarga che vede Open Fiber impegnata nel rollout della fibra nelle aree bianche perché «l’idea di coprire le aree bianche con la fibra fino a casa cozza con la necessità di accelerare il rollout».