Il presidente di Exor e Ferrari, John Elkann (Photo Colombo / Scuderia Ferrari Press Office / Insidefoto)
Il presidente di Exor e Ferrari, John Elkann (Photo Colombo / Scuderia Ferrari Press Office / Insidefoto)

Exor, la holding della famiglia Elkann-Agnelli, e Piero Ferrari sono al lavoro per rinnovare il patto di sindacato sulle azioni della Ferrari.

Lo riporta il Sole 24 Ore, che ricorda come Exor detenga una quota nel capitale del Cavallino di circa il 23,5%, mentre il figlio del Enzo Ferrari abbia il 10%, ma che grazie voto multiplo previsto in Olanda, dove ha sede la società, i diritti di voto della holding sono del 33,4% mentre quelli di Piero Ferrari del 15,4%.

In tutto, dunque, fa il 48,8% del capitale votante, quanto basta per porre stabilmente il controllo nelle mani dei due partner.

L’accordo attualmente in vigore prevede un impegno di «consultazione finalizzato alla definizione e all’esercizio di una posizione comune sui punti all’ordine del giorno di tutte le assemblee degli azionisti di Ferrari».

Inoltre sono previsti alcuni impegni in caso di cessione delle azioni Ferrari, tra cui un diritto di prelazione a favore di Exor e un diritto di prima offerta di Piero Ferrari qualora il figlio del fondatore del Cavallino volesse cedere le quote. Schemi di governance, dunque, che blindano di fatto Ferrari.

L’accordo, sottoscritto nel 2015, ha una durata di cinque anni, e si rinnova automaticamente se nei sei mesi precedenti la scadenza del patto nessuno tra i due azionisti dia disdetta.

Il patto tecnicamente va in scadenza a fine dicembre. Questo significa che a partire dalla fine di giugno, sia Exor sia Piero Ferrari potrebbero interrompere l’alleanza inviando disdetta.

Nonostante la tentazione dei prezzi di Borsa, con il titolo Ferrari che ha triplicato in 5 anni il suo valore, secondo quanto appreso da Il Sole 24 Ore, tuttavia, l’orientamento è quello di rinnovare il patto e dunque mantenere in piedi l’alleanza in questione.

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