Fans on the grandstands attend a public training session at the Ciudad Real Madrid training ground in Valdebebas, Madrid, on December 30, 2019. (Photo by OSCAR DEL POZO / AFP) (Photo by OSCAR DEL POZO/AFP via Getty Images)

Prende sempre più corpo l’idea del Real Madrid di disputare le gare restante parte della stagione calcistica – qualora l’attività sportiva ripartisse – allo stadio Alfredo Di Stefano di Valdebebas.

L’idea nasce dalla volontà di accelerare i lavori di ristrutturazione del Bernabeu, considerando che anche in caso di ripartenza le sfide di campionato e Champions League si disputeranno comunque senza la presenza del pubblico. Così i Blancos potrebbero sfruttare le strutture di “Ciudad Real Madrid”.

Secondo quanto rivelato da As, sia la Liga che la UEFA hanno comunicato al club che non metteranno ostacoli a questo cambio di sede. Inoltre, le misure del campo da gioco sono esattamente le stesse di quelle del terreno del Bernabeu.

Resta da capire se e come si ripartirà e, inoltre, il Real Madrid dovrà investire sull’impianto per adeguarlo e consentirgli di ospitare le partite. Il primo passo è trasferire la tecnologia VAR (telecamere e monitor installati nel Bernabéu), una cosa che il club assicura che sarà fatta in sicurezza e senza alcuna difficoltà.

Inoltre, l’illuminazione notturna del Di Stéfano è valida per le partite del Real Madrid Castilla (la squadra B del Real), ma non è di qualità sufficiente per le partite di Liga e di UEFA Champions League. Il club dovrebbe installare nuovi fari, più potenti, e garantire una visibilità perfetta.

Infine, sarebbe necessario adattare la pubblicità del sistema “ad time”, installato nei cartelloni laterali e a fondo campo del Bernabéu. Gli sponsor sono un’importante fonte di reddito per il club e il cambiamento costringerebbe a spostare anche le infrastrutture pubblicitarie in modo che i ricavi non siano a rischio.