Gianni Infantino FIFA (Insidefoto)

«La Fifa e la comunità calcistica mondiale sono al fianco di chi combatte questi giorni difficili. In questo momento abbiamo tre pensieri in mente: la salute, al primo posto; poi vedere come possiamo aiutare al meglio la comunità calcistica in questo momento; infine, con il rallentamento che la nostra vita ha subito possiamo pensare al futuro e a come uscirne insieme e meglio di prima, in modo strategico e unito».

Si apre così il messaggio che il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha inviato alla FIGC e alla Lega Serie A e indirizzato ai club che si apprestano a capire se e quando la stagione potrà ripartire. Infantino ha parlato soprattutto dell’aiuto alle società in difficoltà.

«Oggi ci troviamo in una situazione finanziaria molto buona, abbiamo consolidato una solida base di riserva, che è composta dai soldi del calcio. Quando il calcio è in difficoltà, dobbiamo pensare a cosa fare per aiutarlo. Questa è la nostra responsabilità e questo è il mio modo di vedere», ha spiegato.

«Ci impegniamo a non lasciare i club soli. La FIFA sta lavorando alle soluzioni più appropriate per offrire la flessibilità necessaria di fronte alle vostre esigenze, applicando i principi di buon governo. L’obiettivo è quello di avere un fondo con una struttura di governance indipendente, questo significa che il mondo saprà dove va il denaro», ha aggiunto Infantino.

«Al fine di offrire un sostegno immediato a tutti voi – ha proseguito –, ho chiesto all’amministrazione della FIFA di prendere le misure necessarie per anticipare il pagamento della seconda parte dei vostri costi operativi, previsto di norma per la seconda metà dell’anno. Ho chiesto anche di derogare ai criteri aggiuntivi all’adempimento degli obblighi sia per quest’anno che per l’anno scorso, affinché l’intero importo sia pagato a tutti voi».

Poi, un passaggio sulla ripresa dell’attività: «Il nostro principio, che incoraggiamo tutti a seguire, è che la salute viene prima di tutto. Nessuna partita, nessuna competizione, vale il rischio di una sola vita umana sarebbe più che irresponsabile costringere a riprendere le competizioni se le cose non sono sicure al 100 per cento. Se dovremo aspettare ancora, lo faremo. Ascoltiamo attentamente autorità sanitarie, esperti e lavoriamo al loro fianco».