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Francesco Acerbi, difensore della lazio (Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

Il difensore della Lazio e della Nazionale, Francesco Acerbi, intervistato da La Repubblica, ha parlato di come sta vivendo questo periodo di quarantena e della sua volontà di tornare a giocare anche per dare un segnale di speranza e di fiducia.

“La cosa peggiore, per me, è questa situazione ibrida. L’incertezza procura malessere. Non sai quando passerà, quando si tornerà in campo. Come spinta per la gente, come segnale di fiducia, sarebbe importante riprendere il campionato: si può giocare anche ad agosto, a porte chiuse”.

Il difensore biancoceleste ha poi parlato della sua esperienza e di come questo virus non lo intimorisca, ma anzi di come il tornare a giocare possa essere un messaggio positivo e incoraggiante: “Non credo che uscirò da questa situazione diverso, perché ne ho passate di cose gravi, a partire dal tumore, e anche prima avevo toccato il fondo nella mia vita almeno un paio di volte. So che significa risalire. Quindi sarò incosciente, ma il virus non mi fa paura”.

“Il profumo dell’erba, il suono del pallone, le urla del mister – prosegue il 31enne lombardo – Quando potrò rivivere queste cose, che adesso mi mancano molto, sarà bellissimo perché significherà che stiamo tornando alla vita di sempre, a fare quello che amiamo, che siamo fuori dall’incubo Coronavirus”.

In conclusione, nonostante il messaggio positivo per combattere il virus, Acerbi ha voluto fare le sue raccomandazioni: “La normalità manca, ma non dobbiamo avere fretta, bisogna rispettare le regole imposte dal governo: meglio stare a casa una settimana in più che sbrigarsi a far ripartire tutto e poi ritrovarci nel tunnel per altri mesi. Non vedo l’ora di tornare a giocare, come del resto i miei compagni e i tifosi. Vincere il campionato con la Lazio sarebbe fantastico, ma conta di più la salute, e io ne so qualcosa, credetemi: la priorità è uscire da questo periodo terribile”.