Aleksander Ceferin (Photo by ROBIN VAN LONKHUIJSEN/ANP/AFP via Getty Images)

“Non credo che questa sia la decisione giusta. La solidarietà non è una strada a senso unico. Non puoi chiedere aiuto e decidere da solo cosa ti si addice meglio. E devo dire: i belgi e quelli che potrebbero considerare di fare lo stesso, stanno rischiando la loro partecipazione alla competizione europea del prossimo anno”. Lo ha detto il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin, in un’intervista alla ZDF commentando la scelta della lega belga di concludere anticipatamente il campionato, vista l’emergenza Coronavirus.

Parole che si aggiungono alla lettera inviata ieri dalla Uefa, dall’Eca e dall’European Leagues, in cui si prospettava appunto l’esclusione: “Siamo convinti che il calcio possa ripartire nei mesi a venire, alle condizioni che saranno dettate dalle autorità pubbliche, e crediamo che qualsiasi decisione di annullare le competizioni nazionali sia, in questa fase, prematura e ingiustificata”.

“Poiché la partecipazione alle competizioni Uefa è determinata dai risultati sportivi ottenuti alla fine di una competizione nazionale completa, una chiusura prematura solleverebbe dei dubbi sul rispetto di tale condizione e la Uefa si riserva di valutare il diritto dei club a essere ammessi alle competizioni europee 2020-21”, conclude la lettera firmata da Ceferin, Agnelli e Olsson.

Sulle prospettive di chiudere la stagione, nell’intervista alla ZDF Ceferin ha poi aggiunto: “Il calcio non è assolutamente la stessa cosa senza tifosi, ma è sicuramente meglio giocare a calcio senza fan e riaverlo in televisione, piuttosto che niente. Questo è ciò che la gente vuole, che restituiscano loro energia positiva a casa. Probabilmente sarà luglio o agosto. Non possiamo giocare a settembre o ottobre”.