Leeds United taglio stipendi
Marcelo Bielsa (Photo by Alex Pantling/Getty Images)

“I giocatori e lo staff tecnico hanno dimostrato grande senso di responsabilità. Vanno ringraziati di cuore. Questo ci darà modo di poter pagare tutti i 230 dipendenti del club in questo momento di difficoltà per tutti, garantendo una vita normale a chi evidentemente ha stipendi ben più contenuti”. Così Andrea Radrizzani, presidente del Leeds, intervistato da Tuttosport.

“Abbiamo garantito un minimo a tutti e in percentuale ci sarà una riduzione proporzionale che sarà ripagata più avanti. Non so se poi ci saranno decisioni più ampie a livello di club e di Lega, come si sta discutendo in altri paesi. Ma questo è un passo di solidarietà molto importante”.

“In realtà tecnicamente si tratta di un posticipo: questo è un momento difficile e di crisi perché il club non ha ricavi, non possiamo giocare e quindi non abbiamo introiti da stadio. La situazione è complicata, i club di seconda divisione normalmente a fine anno devono far fronte a perdite, e questo è un aggravante. Il management e il diesse hanno coinvolto la squadra e l’allenatore, che hanno deciso di ritardare parte dei loro emolumenti. Al momento non c’è una data prefissata, ma solo un taglio che successivamente verrà corrisposto”.

Radrizzani poi torna sul calcio giocato: “In questa stagione abbiamo dimostrato di giocare un gran calcio e di meritarci la promozione in Premier League. Negli ultimi 18 mesi abbiamo raccolto tantissimi punti per meritarlo. Speriamo di poterci giocare queste partite con la squadra in forma. Noi stiamo lottando per una promozione che vale piu di 200 milioni ed è anche una cosa molto importante per il club a livello sportivo perché manchiamo dalla Premier da 16 anni. Negli ultimi due anni abbiamo fatto un lavoro superlativo. Meritiamo sul campo il successo: spero che ci possano essere possibilità presto di poter terminare la stagione”.

“Con un mese mese e mezzo di tempo si può chiudere, anche meno. Ci sono nove partite si potrebbe fare anche a giugno o anche a porte chiuse, domenica e mercoledi, come spesso accade. La priorità è garantire e tutelare l’esito sportivo nel rispetto dei tifosi e degli investimenti fatti”.

“A livello personale in questi giorni non sto pensando a questa situazione, sono connesso con l’Italia e con il resto del mondo monitorando una crisi mondiale enorme, che ha raggiunto una quota impressionante di decessi, purtroppo destinati a crescere. Ogni altro discorso passa in secondo piano: prima dobbiamo far tornare la vita al normale, rispettando i governi, le istutuzioni sanitarie e le loro esigenze”.

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