Il presidente della Figc Gabriele Gravina (Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

“Il calcio non chiede al governo risorse, ma siamo facendo le nostre analisi economiche e in tanti stanno strumentalizzando. Abbiamo problemi, anche tanti, ma stiamo cercando di risolverli al nostro interno”. Lo ha detto il presidente della Figc Gabriele Gravina, intervistato da Sky.

“Non chiediamo soldi, chiediamo lo snellimento e la revisitazione di alcune norme che non permettono lo sviluppo, che fanno da tappo e impediscono lo sviluppo del calcio, che generano processi non virtuosi ma addirittura penalizzanti per il mondo dello sport – ha proseguito -. La legge fondamentale dello sport italiano è una legge del 1981, siamo nel 2020, dopo 40 anni lo sport italiano non può essere ancora disciplinato da quella legge. Abbiamo bisogno di ammodernamento e rivisitazione di alcune norme.

“Sono diversi i punti sui cui interveniamo, anche sulla partecipazione ai ricavi delle scommesse. Anche la creazione di un fondo salva calcio, a cui Figc e Fifa hanno dato disposizione a partecipare, dove dobbiamo tutti insieme partecipare, compresi i calciatori. Molti oggi pensano che la categoria dei calciatori sia una categoria ostile rispetto a quello che è rappresentato dall’ emergenza, invece ho avuto grande disponibilità e sensibilità di entrare a far parte del fondo. È un fondo in cui devono entrare tutti, perché il mondo del calcio dà tanto e quando va in emergenza tutti dobbiamo dimostrare sensibilità e riconoscenza”, ha concluso.

 

LASCIA UNA RISPOSTA:

Please enter your comment!
Please enter your name here