Mondiale per Club stadi
Il trofeo del Mondiale per Club (Photo credit should read GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, compie oggi cinquant’ anni. La “Gazzetta dello Sport” lo ha intervistato per discutere della situazione attuale e di alcuni dei piani futuri dell’organo di governo del calcio mondiale.

A partire da quando si riuscirà a tornare in campo: «Prima la salute. Poi tutto il resto. E il resto, per i dirigenti, significa sperare il meglio ma anche prepararsi al peggio. Senza panico, diciamolo chiaramente: si giocherà quando si potrà senza mettere a rischio la salute di nessuno. Federazioni e leghe siano pronte a seguire le raccomandazioni di governi e Oms. Io ringrazio dottori, infermieri e tutti quelli che rischiano la loro vita per salvarne altre. Loro sono eroi».

A proposito del contributo della FIFA, Infantino spiega: «Abbiamo dimostrato spirito di cooperazione e solidarietà con Europa e Sudamerica. Ora pensiamo al calendario delle nazionali. E alle modifiche e alle dispense temporanee per i regolamenti sullo status dei calciatori e i trasferimenti. Per proteggere i contratti e adeguare i periodi di registrazione. Servono misure dure. Ma non c’ è scelta. Dovremo tutti fare sacrifici».

Poi, una battuta sugli aiuti economici: «Grazie alla nostra solida situazione finanziaria possiamo proporre misure di solidarietà. Dieci milioni di dollari al fondo Oms. Poi l’istituzione di un fondo globale di assistenza al calcio. Grazie agli ultimi quattro anni, la Fifa gode di ottima salute e risorse. Le riserve sono per situazioni di crisi Fifa, ma qui è una crisi del calcio mondiale. E mi sembra ovvio che dobbiamo fare tutto».

L’emergenza ha portato allo spostamento del nuovo Mondiale per Club, il “sogno” di Infantino: «Non il mio sogno, ma un torneo FIFA per sviluppare il calcio di club mondiale, voluto da tutti i club, compresi i top europei. Quando l’UEFA creò la Champions, trent’anni fa, ci fu l’insurrezione di federazioni e leghe: avevano paura della novità. Ora si dice che è stata una genialata. Siamo di fronte a paure simili e inutili: tutti avranno benefici. Vediamo cosa diranno tra trent’anni. Presto decideremo se giocare la prima edizione nel 2021, nel ’22 o al massimo nel ’23».