Parma e Spal in campo al Tardini (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

“Oggi si è giocato per un gesto irresponsabile della Lega di Serie A e del suo presidente Dal Pino”. Così il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora intervenendo a 90 minuto su Rai due. “È vero che nel dpcm c’è ancora la disposizione delle porte chiuse, ma stiamo consigliando agli italiani di stare a casa. Il mondo del calcio si sente immune da regole e sacrifici”.

Parlando del mancato accordo per la trasmissione in chiaro delle partite, Spadafora ha sottolineato che “non si è trovato in nome del dio denaro. È come se il mondo del calcio vivesse fuori dalla realtà. Metterò mano alla legge Melandri – dice a 90 minuto su Rai due – Quello che ho visto in questi giorni è un mondo che si è chiuso a riccio che non ha pensato al Paese. Si tratta di decisioni a tutela della salute degli italiani”.

“L’invito che facciamo a tutte le realtà è quello di cercare di evitare cio’ che si può evitare. L’unica cosa è diminuire le possibilità di contatto – ha aggiunto Spadafora – Facciamo parte tutti dello stesso paese. Dal calcio mi auguravo un senso di responsabilità maggiore. Cosa faremo? Aspettiamo martedì, confido molto nell’equilibrio Gravina e quello che il consiglio federale Figc farà”.

“Il Consiglio di Lega Serie A, riunitosi nel frangente dello slittamento orario dell’inizio della gara del Tardini, ha ritenuto doveroso rispettare le indicazioni governative previste nel DPCM di questa mattina, proseguendo con lo svolgimento delle partite a porte chiuse”. Così la Lega di Serie A aveva spiegato la decisione di far svolgere le gare della Serie A, nonostante la richiesta di fermare il campionato anche da parte del ministro Spadafora.

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1 COMMENTO

  1. Chi glielo dice al ministro che domani milioni di italiani (compresi noi lombardi) andranno a lavorare?
    Poi chi se ne frega del calcio, vogliono fermare che fermino tutto ma non tirate in ballo scuse inopportune. Ovviamente se si ferma tutto, blocco degli stipendi e rimborsi a tutti gli abbonamenti per lo stadio e per le TV.