Magda Pozzo

Uno stadio che non è solo un impianto sportivo ma anche incubatore di progetti, con un occhio al territorio e alla tradizione così come all’innovazione. La strategia dell’Udinese ruota intorno alla Dacia Arena, con l’attenzione sempre più a livello commerciale per poterlo sfruttare anche e soprattutto lontano dalle partite. Lo racconta a CF – Calcioefinanza.it Magda Pozzo, Strategic Group Coordinator del club friulano, pochi giorni dopo il primoB2B Lab, il “business-to business laboratory” organizzato dalla società bianconera con oltre 150 imprenditori e manager riuniti alla Dacia Arena, in rappresentanza di realtà imprenditoriali locali e nazionali, tutte partner del club.

In che modo un club con rilevanza nazionale come l’Udinese, da 25 anni consecutivi in Serie A, può sfruttare le realtà del territorio per far crescere la propria area commerciale? 

«Il calcio è uno sport unico e riuscire a canalizzarlo correttamente con le aziende partners può dare dei risultati eccezionali. Da studi di mercato estremamente approfonditi, risulta che un’azienda extracalcistica dovrebbe investire quasi il triplo nei canali di comunicazione non tradizionali per avere la stessa visibilità. A supporto di tutto ciò, a Udine abbiamo sviluppato anche il Progetto B2B per facilitare ed incentivare le relazioni commerciali – e non solo – anche tra i nostri partners. Lo Stadio, quindi, deve diventare un incubatore di progetti e la nostra struttura moderna, dotata di auditorium e lounges business, offre tante opportunità. Si tratta di un vero e proprio lusso per Udine, in un’Italia in cui i club hanno grandi difficoltà burocratiche e di ogni sorta per costruire stadi nuovi. Un cortocircuito che penalizza tutto il sistema calcio».

Come dare la giusta visibilità a un partner che proviene dal territorio? Che tipo di iniziative offrite solitamente per l’attivazione della sponsorizzazione o della partnership?

«Offriamo varie alternative a seconda dall’obiettivo del partner: brand awarness, PR, Attivazione su determinati prodotti, progetti e mercati. Abbiamo mezzi molto evoluti che solo fino a qualche anno fa erano impensabili, questo anche grazie alla partnership in essere con Infront, nostro Media Partner. Inoltre, tramite la nostra rete di Franchising di Udinese Academies – quasi 100 sparse in tutte Italia – possiamo sviluppare azioni mirate su tutto il territorio nazionale».

Può esserci più spazio per il territorio anche in termini di denominazione dello stadio, considerando che il contratto con Dacia scade al 30 giugno 2020? 

«Guardi, con Dacia e il gruppo Renault si è creato, negli anni, un sodalizio importante e sempre più radicato. Hanno dimostrato una gran visione commerciale, affermandosi come il primo brand di automobili a sponsorizzare uno stadio in Italia. Non era una decisione scontata cinque anni fa, soprattutto a Udine. Di questo ne siamo infinitamente grati e, pertanto, hanno la priorità assoluta su altre realtà che, pure, si sono avvicinate. Oggi è facile, in Italia ed Europa, apprezzare l’importanza commerciale del naming rights per gli stadi ma noi e Dacia siamo stati precursori in questo. Basti guardare a quello che, poi, è successo a Cagliari oppure a Bergamo ma ciò che ha fatto la stessa Juventus con Allianz. Associarsi ad uno stadio oggi trascende sempre più spesso la territorialità, proprio per il fatto che una venue al cui interno si svolgono eventi nazionali o internazionali è appealing soprattutto per brand con questa dimensione e proiezione».

L’importanza dello stadio: iniziative quali il B2B Lab dimostrano che lo stadio non è più solo un impianto sportivo. Queste scelte come possono aiutare in tema di ricavi?

«Credo che queste attività aiutino i ricavi dei nostri partners, come è giusto che sia. Loro stessi sono rimasti estremamente soddisfatti perché hanno potuto interfacciarsi con altri 150 imprenditori, tutti con gli stessi obiettivi: presentare la loro azienda e le loro attività in modo dinamico e diretto. Ed io ne sono felice. Lo stadio non deve essere più visto come impianto sportivo e basta ma – ripeto – come un incubatore costante di attività. E’ una Missione. Un Dovere. Sarebbe altrimenti riduttivo se vivesse soltanto per un paio d’ore ogni due settimane quando si disputa la partita».

In tal senso, come vede lo stadio tra cinque anni? Che tipo di attività diverse dal calcio potrebbe ancora ospitare?

«C’è un progetto di un’area ricreativa di 20.000 metri quadri con attività ludiche per tifosi e famiglie, autorizzata dalla Legge sugli Stadi ma ostacolata dal Comune. Tuttavia sono fiduciosa in quanto simili progetti devono essere condivisi trasversalmente e non politicizzati perché importanti per tifosi, giovani, famiglie e, soprattutto, territorio. Sarà, poi, possibile praticare altri sport, daremo vita ad uno spazio dedicato agli eSports, settore in costante espansione e di grande appeal per i giovani, il tutto coordinato dalla Lega – che ha appena varato la eSerie A – e che presenteremo questa settimana alla Dacia Arena».

Magda Pozzo

Su quali progetti innovativi sta lavorando la società e quali sono le iniziative che vedono al centro la Dacia Arena?

«In questo 2020 ci stiamo concentrando su importanti progetti legati alla sostenibilità ambientale, con una green policy che coinvolge la vita del Club a 360 gradi: dalla gestione dello stadio a quella sportiva e aziendale. Su questo tema annunceremo a breve molte novità. Parallelamente stiamo rafforzando anche il nostro know how nel mondo digital per dare sempre più servizi, essere sempre più vicini ai nostri tifosi in Italia e nel mondo e garantire anche ulteriore supporto alle attivazioni dei nostri partner nazionali e internazionali. Il tutto senza dimenticare che, naturalmente, la Dacia Arena è un’eccellenza celebrata a livello globale in ambito calcistico. Basti ricordare la finale degli Europei Under 21 dello scorso Giugno nonché la reiterata presenza della Nazionale Italiana nel recente passato. Tutti grandi eventi che certificano la crescita costante della nostra venue, il cui appeal, anche turistico, aumenta in tutta Italia e Europa, tanto da essere stabilmente inserito nel circuito turistico della nostra Regione grazie alla partnership con PromoTurismoFVG. Insomma – come vede – non abbiamo nessuna intenzione di fermarci qui!»

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