La teoria del Player Trading è uno studio che prova a dimostrare l’esistenza e la prevedibilità, per ogni calciatore, di un picco massimo di valutazione economica in sede di mercato, in un determinato contesto calcistico e in uno specifico lasso di tempo.

Utilizzando un set di parametri, alcuni fissi e altri variabili, l’autore dello studio, Stefano Perna, professionista specializzato in football scouting, ha provato a individuare il momento in cui un atleta può raggiungere la massima valutazione conseguibile nel club di appartenenza.

I parametri che rientrano nella sfera di definizione dei fattori fissi sono principalmente due e sono: il rendimento del calciatore nel club di appartenenza, e il rendimento del club stesso negli anni di militanza tra le sue fila.

Al contrario dei fattori fissi, i fattori variabili hanno la peculiarità di essere elementi che possono condizionare la valutazione dell’atleta senza intaccare i fattori fissi, dato che subentreranno in secondo momento solo quando i fattori fissi saranno definiti, e sono legati a situazioni ed eventi che possono variare di stagione in stagione, e non necessariamente dipendono sempre in maniera diretta dal volere dell’atleta, ma da fattori esterni che possano andare a minare la valutazione dell’atleta stesso (squalifiche, infortuni, retrocessioni, etc.).

Sviluppando la propria teoria, Perna è arrivato alla conclusione che in un certo tipo di contesto calcistico le condizioni di crescita del valore di un calciatore sono limitate e perché una volta raggiunta questa soglia non sarà più possibile superarla.

L’autore ritiene che attraverso la teoria del Player Trading da lui elaborato un club potrà valutare in modo puntuale quale sarà il momento migliore per vendere un giocatore, evitandone la svalutazione.

Secondo i dati raccolti ne “La teoria del Player Trading”, la crescita di un calciatore in un club di medio/piccole dimensioni potrà andare di pari passo ma in un certo momento (come dimostrato nel saggio) e in maniera inevitabile il calciatore raggiungerà giocoforza una dimensione superiore a quella del club e sarà lì che il club, per prevenire una svalutazione del valore economico dovrà monetizzare nella prima finestra di mercato utile per trarne così il maggior profitto possibile per non trovarsi poi nel tempo con un calciatore svalutato e scontento, che al netto di un possibile ritorno ai suoi standard abituali, non potrà mai superare la valutazione economica raggiunta nel suo picco massimo di rendimento ma bensì solo eguagliarla, proprio perché la dimensione del club (a meno di eventi clamorosi sportivi quali vittorie di campionati e partecipazioni continue alla massima competizione continentale) non glielo permetterebbero.

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