Il rigore parato da Thomas Strakosha (Photo by Marco Rosi/Getty Images)

Il Lecce conferma di sentirsi danneggiato in merito all’episodio del gol annullato a Lapadula contro la Lazio, ma non presenterà ricorso. In una nota diffusa dal club, “l’Unione Sportiva Lecce ribadisce con fermezza di aver subito un grave torto arbitrale” e sottolinea che “in occasione del gol del possibile 2 a 2 realizzato dal calciatore Gianluca Lapadula, dapprima convalidato dal direttore di gara e poi annullato a seguito dell’intervento del Var, si è verificata una evidente violazione della regola 14”.

“La disposizione stabilisce infatti – prosegue la nota del club – che il calcio di rigore deve essere ripetuto qualora uno o più giocatori di ciascuna squadra invadano contemporaneamente l’area di rigore prima che il pallone sia in gioco”. L’Unione Sportiva Lecce “ritiene tuttavia più utile, in luogo di iniziative giudiziarie che oltretutto rischierebbero di arenarsi per cavilli formali, di sottoporre ufficialmente agli organi competenti, in occasione dell’incontro programmato per il 19 novembre prossimo tra Aia-Can A e le Società di Serie A, le palesi e gravi incongruenze emerse in occasione dell’episodio in oggetto”.

“L’US Lecce – conclude la nota – non intende infatti promuovere azioni strumentali nel proprio esclusivo interesse, bensì collaborare con gli organi preposti allo scopo di eliminare per il futuro prossimo ogni incertezza nell’applicazione di una regola fondamentale del gioco del calcio e nell’interesse collettivo di tutti i club partecipanti alle competizioni”.

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