(Photo credit should read MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images)

Mediaset primo semestre 2019 – Il primo semestre di Mediaset si chiude con meno ricavi, ma con un consistente balzo dell’utile. Questi gli aspetti principali dei conti del Biscione per la prima metà del 2019. La prima voce – quella dei ricavi – è stata sicuramente influenzata dalla mancanza di eventi di grande richiamo e dall’addio alla pay tv Premium.

Nel dettaglio – scrive “MF – Milano Finanza” –, Mediaset ha archiviato il primo semestre con un giro d’affari di 1,48 miliardi (-17,8%), anche per il calo della raccolta pubblicitaria (984 milioni, -10,4%, ma nel solo mese di agosto c’è stato un rialzo del 5,2%), con un ebitda sceso a 474 milioni (-21%). Ma grazie al venir meno di ammortamenti dei diritti sportivi (legati alle immagini del calcio, Serie A e Mondiali), l’ebit è balzato a 191,6 milioni (+55%), e l’utile ha messo a segno un +155% a 108,9 milioni.

Cala anche l’indebitamento, sceso da -1,41 a -1,19 miliardi, nonostante i 349 milioni investiti per il 9,9% di ProSiebensat.1. Tornano dunque in utile le attività nazionali (42 milioni) rispetto a una perdita (-21,6 milioni) di un anno fa.

«In Italia, in un contesto generale di persistente bassa visibilità del mercato che continua a scontare le incertezze del quadro economico e politico, le stime preliminari relative alla raccolta del mese di settembre, che coincide con l’avvio della nuova stagione televisiva, evidenziano un leggero incremento rispetto all’anno precedente e anche le prime evidenze relative al mese di ottobre confermano questa tendenza positiva accompagnata da brillanti risultati di ascolto», spiega il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi.

«L’andamento – si legge ancora – nel terzo trimestre della gestione caratteristica nelle due aree geografiche di riferimento dovrebbe contribuire a consolidare al termine dei primi nove mesi 2019 la crescita dell’ebit di gruppo già registrata alla fine del primo semestre rispetto all’esercizio precedente».

Per tale ragione, il network che fa riferimento a Fininvest (44,1%), ritiene che a fine anno venga «confermata la previsione di miglioramento del risultato operativo, del risultato netto consolidato, escludendo nel confronto l’impatto della plusvalenza netta realizzata nel 2018 a seguito del deconsolidamento di EI Towers e delle svalutazioni degli asset Pay, e della generazione di cassa caratteristica consolidata».

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