Gravina FIGC
Gabriele Gravina (foto Antonello Sammarco/Image Sport/Insidefoto)

Figc responsabilità oggettiva – Adesso c’è anche l’ufficialità. Il consiglio federale della Figc – scrive “Il Messaggero” – ha approvato oggi le linee guida per l’adozione di modelli di gestione e controllo idonei a prevenire atti contrari ai principi di lealtà, correttezza e probità, compresi quelli di natura razzista.

«La responsabilità non è più oggettiva, ma è una responsabilità», ha spiegato il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina in conferenza stampa. Le linee guida consentiranno ai club, una volta rispettati gli standard richiesti, di poter avere il riconoscimento di esimenti e attenuanti della cosiddetta responsabilità oggettiva da parte della giustizia sportiva.

Le società dovranno attenersi ai seguenti principi: valutazione dei rischi, leadership e impegno, codice etico e sistema procedurale, controlli interni e controlli sulle terze parti, organismo di garanzia, comunicazione e formazione, sistema interno di segnalazione, sistema disciplinare, verifiche, riesame e monitoraggio, miglioramento continui e gestione delle non conformità.

«E’ una giornata epocale – ha aggiunto ancora Gravina –, è una norma che disciplina in maniera corretta il contenuto della responsabilità. Non è più una responsabilità a pioggia ma mirata, individuale. Tutto dipende dal comportamento virtuoso delle società. Ho sempre definito la responsabilità oggettiva un obbrobrio giuridico. Spero che i club possano adottare questo modello in un periodo rapidissimo».

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1 COMMENTO

  1. Finalmente… Il principio della responsabilità oggettiva oltre che un “obbrobrio giuridico” è ormai superato dai tempi, in quanto esistono attualmente tecnologie di monitoraggio e riconoscimento che rendono perfettamente praticabile e relativamente semplice l’individuazione dei soggetti che tengono comportamenti scorretti all’interno dello stadio. Inoltre, così facendo si toglie un’arma importante in mano a frange violente e criminali del tifo organizzato, che, come ha dimostrato l’inchiesta “Last Banner” sulla curva della Juventus, potevano sfruttare il principio della responsabilità oggettiva in capo alla società per ricattarla, minacciando di tenere comportamenti razzisti o comunque passibili di sanzioni

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