San Siro (Photo by Dan Istitene/Getty Images)

San Siro progetto Boeri – «Voglio essere molto chiaro: abbiamo ricevuto un avviso che dice che non siamo stati selezionati». Con queste parole Stefano Boeri si toglie per un attimo i panni di presidente della Triennale per parlare del progetto realizzato dal suo studio per il nuovo stadio di Inter e Milan, che – come lui stesso ha confermato – non è entrato nella gara finale a 2.

«Penso che sia assolutamente giusto e faccio i miglior auguri a chi è stato selezionato perché possa portare avanti questo progetto bellissimo, delicato e importante per la città», ha detto Boeri a margine della presentazione della nuova stagione della Triennale.

Boeri ha fatto però un appunto sul processo con il quale si è arrivati a due soli progetti in gara: «Sarebbe molto bello poter raccontare tutti e quattro i progetti, non solo in Consiglio comunale, ma anche alla città. È suolo pubblico, è un edificio pubblico, è un pezzo di città fondamentale, abbiamo lavorato tutti pancia a terra per fare il meglio. Sarebbe molto molto bello informare i cittadini dei quattro scenari che abbiamo costruito. Naturalmente, accompagnando con i commenti delle due squadre circa i due favoriti».

Sui motivi che hanno portato all’esclusione del suo progetto «è stato detto perché non è stato rispettato il masterplan, che era depositato in Comune. A dire il vero il masterplan depositato non è quello del Comune. Sennò io deposito domani un masterplan e diventa lui. Quindi sinceramente non so», ha spiegato.

«Noi abbiamo cercato di modificare in meglio il masterplan – ha proseguito Boeri –, come avranno fatto tutti. Ma sono sicuro che i tre studi che erano con noi, che sono studi di altissimo livello, avranno fatto cose eccezionali. Io non metto in discussione la valutazione delle squadre, che sicuramente è stata ponderata. Quello che credo sarebbe giusto è che tutti e quattro i progetti siano mostrati alla città».

L’architetto del bosco verticale, che aveva lavorato in chiave “verde” al progetto del nuovo stadio insieme a Fabio Novembre, Marco Balich e lo studio Arup, si è detto comunque «certo che le due squadre capiranno quanto sia importante, anche per il loro interesse, far sì che questo progetto sia veramente partecipato e condiviso. Perché il punto è davvero delicato: San Siro è nel cuore di tutti noi a cui siamo tutti legatissimi. Ora se si vuole fare qualcosa di nuovo, bisogna pensare di fare qualcosa di veramente nuovo. È un passaggio importante che deve per forza coinvolgere i cittadini e tutte le energie culturali della città».

In ogni caso «al comune ovviamente spetta l’ultima parola: quella che si farà credo che sia una variante al Piano Regolatore, quindi sarà il Consiglio comunale a decidere. Su un terreno del Comune, su un edificio del Comune chi dovrebbe decidere o valutare i progetti? Il Comune».

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