quanto guadagna valentino rossi
Valentino Rossi (Photo Vincent Guignet / Panoramic / Insidefoto)

Quanto guadagna Valentino Rossi – I piazzamenti non bastano. Valentino Rossi ha bisogno di risultati importanti, anche per il suo business fuori dalle piste. E la colpa non può che essere anche della Yamaha, tutt’altro che competitiva nelle ultime stagioni anche secondo lo stesso Dottore. Un quadro che emerge chiaramente nei bilanci delle società legate a Rossi, che gestisce un giro d’affari legato alle corse di tutto rispetto.

Non di sole gare vive infatti il numero 46. Che proprio intorno al suo numero storico ha costruito un business rilevante. Motociclismo, giovani e merchandising, così potrebbe essere riassunta la galassia imprenditoriale di Rossi, formata da sei diverse società direttamente controllate al 100% dal 40enne pilota pesarese, il quale ha anche una partecipazione in una società che si occupa di immobiliare.

Le sei società si occupano di diversi aspetti della vita di Rossi: dalla gestione del Ranch, la pista da cross di Rossi nelle Marche (tramite la Test Track Srl) all’immagine di Valentino (la VR/46), oltre ai team creati dal Dottore (VR/46 Team, VR/46 Riders Academy e VR/46 Junior Team) e soprattutto al lato merchandising, la fetta maggiore di entrate (tramite la VR/46 Racing Apparel).

Il giro d’affari aggregato è di oltre 30 milioni di euro, con 33,1 milioni di euro aggregati nei bilanci chiusi lo scorso 31 dicembre 2018. Cifra che potrebbe essere influenzata da operazioni tra le varie società e che per questo non si può quindi considerare come fatturato consolidato. I ricavi delle sei società sono in forte crescita negli ultimi anni: dal 2015 l’aumento delle entrate è stato pari al 46,2%, grazie soprattutto allo sviluppo dei team dedicati ai giovani, in cui Valentino investe cifre importanti (si parla di costi per circa 1,6 milioni di euro il Junior Team e la Riders Acadamy). Investimenti che iniziano a portare frutti: nel 2018 è arrivato il primo titolo di campione del mondo in Moto 2 grazie a Pecco Bagnaia, ora in MotoGp.

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A trainare i conti è la VR/46 Racing Apparel, che gestisce non solo il merchandising di Rossi ma anche di diversi altri piloti del motomondiale come Vinales, Crutchlow e Petrucci, oltre ai giovani dei team VR/46 (come il fratellastro Luca Marini), le case motoristiche come la Yamaha e pure Tony Cairoli, nove volte campione del mondo nella motocross. Nel 2018 ha avuto ricavi per 21,4 milioni (di cui 18,4 milioni dalle vendite), con un utile di 1,2 milioni di euro.

A seguire troviamo la VR/46 Team (ricavi per 5,7 milioni nel 2018 e rosso di 63mila euro), la VR/46 (3,4 milioni di fatturato nel 2018, rosso di 308mila euro), la VR/46 Junior Team (1,1 milioni di ricavi, 174mila euro di utili), la VR/46 Riders Academy (1 milione di ricavi, 153mila euro di utili) e infine la Test Track (357mila euro di ricavi e perdita di 637mila euro), con un risultato netto aggregato positivo per 599mila euro. Dati in calo, quantomeno per gli utili, rispetto alle ultime annate: nel 2016 l’utile aggregato era infatti pari a 4,3 milioni, poi sceso a 2,9 milioni nel 2017.

Una spiegazione viene fornita leggendo tra le righe del bilancio della capofila, la VR/46 Racing Apparel. “Il valore della produzione dell’anno 2018 mostra un decremento da ricondurre ad una serie di fattori quali la riduzione degli spettatori ad alcuni eventi del campionato MotoGP e anche la minore competitività della moto (YAMAHA) in alcuni tracciati con conseguente mancanza di risultati”, si legge nella relazione sulla gestione della società. “I ricavi (dalle sole vendite, ndr) hanno registrato un decremento di circa il 9,7% passando da € 20.400.828 nel 2017 ad € 18.410.800 nel 2018. Il decremento di valore residuale in termini assoluti, pari ad € 1.990.028, è da attribuirsi prevalentemente ai canali retail e all’andamento dei risultati agonistici di Valentino Rossi”, si legge in un altro passaggio.

Tutto senza dimenticare i circa 7 milioni che (secondo i rumors) il Dottore riceve dalla Yamaha come ingaggio a stagione. E chissà che, tra i tanti temi sul tavolo quando si parla della possibilità del ritiro, per Rossi non ci sia anche l’impatto economico della scelta di lasciare il motomondiale.

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