Il presidente del Cio Thomas Bach ufficializza Milano-Cortina come sede per le Olimpiadi 2026 (Photo credit should read FABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images)

È appena arrivata al presidente del Coni, Giovanni Malagò, una lettera del Cio in cui si esprime «seria preoccupazione» per alcune disposizioni della legge sullo sport attualmente in approvazione in Parlamento. Nella lettera, di cui l’ANSA ha preso visione, si segnala che la legge «intaccherebbe chiaramente l’autonomia del Coni» in sei punti. Il Cio chiarisce di poter adottare per la protezione del «Movimento di un paese la sospensione o il ritiro del riconoscimento del comitato olimpico».

La legge, che affida al Governo ampi poteri per legiferare fra l’altro su riscrittura della legge Melandri e «lavoro sportivo», oggi arriva in aula al Senato per l’approvazione definitiva. Una riforma che non va giù al Cio, quindi, che nell’analisi ha trovato diversi punti da correggere in quanto non rispettano la Carta Olimpica: si tratta in particolare di sei punti da rivedere, come spiegato nella lettera inviata ai membri Cio italiani, Franco Carraro, Ivo Ferriani e Giovanni Malagò. Tra le altre cose, la nuova legge non garantirebbe l’autodeterminazione del Coni (che è il referente del Cio in Italia) per quanto riguarda la definizione di struttura e governance.

Il rischio è quindi di una sospensione dell’Italia da parte del Cio, come già fatto in tempi recenti con India e Kuwait. Quest’ultimo ai Giochi di Rio 2016 ha sfilato sotto la bandiera del Comitato Olimpico, con gli atleti indicati come “indipendenti”. Un rischio che sembra poter correre anche l’Italia, seppur siano previsti ovviamente diversi passaggi prima di arrivare ad un verdetto di questo peso. Senza dimenticare i possibili risvolti sulle Olimpiadi invernali 2026, conquistate poche settimane fa da Milano e Cortina.

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