(Photo credit should read MLADEN ANTONOV/AFP/Getty Images)

Ci sarà ancora da aspettare per vedere la “Sala Unica” del Var all’opera. Come riportato da “La Repubblica”, la control room per la video assistenza arbitrale doveva essere la novità della Serie A, ma i tempi si sono allungati e la sala – che si troverà a Coverciano – sarà pronta sicuramente dopo la fine del girone d’andata.

Duemila metri quadrati sotto l’auditorium del centro tecnico della Nazionale in cui confluiranno tutte le immagini dei campi di serie A e quattro Var saranno al lavoro insieme: un modo per replicare in Italia il modello apprezzato dalla Fifa ai Mondiali 2018. In questo modo si garantirà una visione complessiva e più uniforme.

A marzo l’AIA ha annunciato il progetto (gestito dalla Figc), che ha subito un rallentamento a causa di motivazioni diverse, a iniziare dalle tempistiche. Lo spazio interrato in cui è stata pensata la sala, necessita dei controlli di stabilità, di cui è responsabile il Comune di Firenze: test che hanno bisogno di tempi tecnici per poter dare risposte.

In più bisogna cablare la struttura con tutti i campi di Serie A: un’opera che è necessario mettere a gara (in realtà un semplice confronto concorrenziale) tra i vari fornitori della tecnologia: inevitabile che Hawk Eye, attuale fornitore anche della goal line technology, sia favorito.

Tutti questi passaggi tolgono tempo, motivo per cui la Figc ha optato per un’estensione del progetto originario. Non più soltanto la control room del Var, ma annesso, un piccolo auditorium supplementare in cui ospitare persone e spiegare il lavoro che viene svolto all’ interno della Sala Unica. Così si potrebbe dar corpo all’idea del presidente degli arbitri Nicchi di «vedere una partita importante insieme ai due presidenti delle squadre in campo».

Il rendering sarà mostrato per la prima volta il 23 agosto durante la presentazione del nuovo anno arbitrale a Coverciano. Soltanto a settembre verranno appaltati i lavori, che dovrebbero iniziare in quel mese. In più sarà necessario un periodo di test almeno fino all’ inizio del girone di ritorno, forse oltre, per non correre il rischio di ritrovarsi a giocare una gara importantissima con una tecnologia poco collaudata.

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