Zhang Jindong (Photo STR/AFP/Getty Images)
Zhang Jindong (Photo STR/AFP/Getty Images)

Da Thohir e Mancini a Steven Zhang e Conte: i primi tre anni di Suning alla guida dell’Inter hanno portato notevoli cambiamenti per il club nerazzurro, in campo e in società. Il 28 giugno 2016 infatti il gruppo cinese guidato da Zhang Jindong ha acquistato ufficialmente la maggioranza del club nerazzurro, con l’affare chiuso nelle settimane precedenti ma diventato effettivo solo dopo l’assemblea dei soci.

Tre anni dopo è un’Inter decisamente cambiata: nell’organigramma, nella squadra, nei conti economici, nel centro sportivo rinominato Suning Training Centre e anche nella sede, con i nuovi uffici in zona Porta Nuova a Milano appena inaugurati. Novità importanti che sono arrivate soprattutto negli ultimi mesi: gli arrivi di Marotta e Conte, l’uscita dal settlement agreement con l’Uefa e la seconda qualificazione in Champions League sembrano poter aprire nuovi scenari per il club nerazzurro, aspettando il progetto per il nuovo stadio insieme al Milan.

(foto ufficio stampa Inter)

Dal punto di vista economico, gli investimenti di Suning hanno raggiunto in questi anni quasi quota 600 milioni, cifra tonda che sarà superata molto probabilmente con la chiusura del bilancio al 30 giugno 2019: considerando i soli versamenti tra finanziamenti e ricavi da sponsorizzazione (dati parziali per il 2018/19, relativi ai soli naming rights della Pinetina e al brand sulla maglia d’allenamento), infatti, il gruppo cinese ha investito 595 milioni di euro nel club nerazzurro.

Dopo gli iniziali 142 milioni di aumento di capitale, Suning ha proseguito poi il finanziamento della società nerazzurra attraverso diversi prestiti soci: nel dettaglio, 217 milioni nel 2016/17 e altri 119 milioni nel 2017/18 (aspettando i dati del 2018/19, in cui tuttavia tra bond e altri finanziamenti potrebbero non essere serviti ulteriori prestiti da Suning) per un totale di 336 milioni di euro. Di questi, 105 milioni sono stati convertiti in capitale nel corso della stagione 2017/18, strada che potrebbe essere percorsa anche per quanto riguarda il resto (al 30 giugno 2018 l’Inter aveva un debito verso Suning di circa 229 milioni di euro). Finanziamenti che hanno portato tuttavia anche a costi per il club nerazzurro, con oneri finanziari relativi agli interessi per circa 24 milioni (13 milioni nel 2016/17 e 11 milioni nel 2017/18) e un rimborso del prestito per 4 milioni nel corso del  2017/18.

inter quanto ha speso suning

A questi investimenti a livello di capitale, sono seguiti ulteriori investimenti per il conto economico del club nerazzurro. Complessivamente, nel giro di tre stagioni (ricordando che i dati 2018/19 sono parziali) i ricavi garantiti dalle sponsorizzazioni con Suning hanno superato i 115 milioni: 56 milioni nel 2016/17, 39 milioni nel 2017/18 e un minimo di 22 milioni già assicurati nel 2018/19.

Numeri che garantiranno all’Inter un ulteriore salto in avanti in termini di fatturato, che nel 2018/19 dovrebbe avvicinarsi ai 370 milioni senza le plusvalenze e superare i 400 milioni considerando anche i ricavi da player trading (per cui i nerazzurri stanno chiudendo diverse operazioni relative ai giovani in questi giorni). Una crescita che fa aumentare anche le aspettative da parte della tifoseria, che ha risposto presente in termini di abbonamenti (già sold out al 27 giugno) e ora si attende i colpi di mercato.

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5 COMMENTI

  1. I bilanci delle squadre di calcio sono ormai tutti drogati,i 229 milioni di debito della società Inter verso il gruppo suning, sponsorizzazioni che sembrano pagate in boitcon, va bene tutto che la la legge lo permetta, ma nella vita vera e’ come se un bilancio familiare metto in attivo 1000 euro e in passivo un debito verso mia moglie della stessa cifra. e’ veramente tutto ridicolo e offensivo verso noi tifosi che siamo tra coloro che mettono soldi veri, tra biglietti, abbonamenti tv e merchandaising.

  2. In pratica suning immette di tasca propria quasi 200 milioni di media annua. Molto di piu’ del psg e del city. Non c’e’ paragone……..ma come mai poi l’inter fa mercato con prestiti e parametri zero ?

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