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Il pallone della Champions League (foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

Una opzione estrema, nel caso in cui la Uefa decida di portare fino in fondo il progetto della nuova Champions League. Quattro delle cinque principali leghe europee, ovverosia Lega Serie A, Premier League, Liga di Spagna e Lfp (Lega francese) starebbero infatti pensando ad uno sciopero contro a riforma dell’ex Coppa Campioni.

Come riporta Repubblica, infatti, si tratta di una opzione nel caso in cui le trattative dovessero fallire. Ma già oggi i toni sono particolarmente alti, con molti club sul piede di guerra insieme all’associazione delle leghe europee.

 

Le trattative sono appena all’inizio, eppure i piani di Uefa ed Eca hanno già allarmato molti: a proposta è quella di una Champions che manterrà le 32 squadre, divise in quattro gironi da otto squadre, garantendo così almeno 14 partite a ciascun club rispetto alle attuali 6 garantite. Per la fase ad eliminazione diretta si partirà sempre dagli ottavi, con le prime quattro di ciascun girone che passeranno il turno.

La vera novità, tuttavia, è che i piani dell’Uefa sono quelli di garantire a 24 delle 32 squadre la partecipazione anche all’edizione successiva della Champions, indipendentemente dal piazzamento nel campionato nazionale. Le peggiori quattro squadre, invece, verrebberro retrocesse in Europa League e sostituite dalle quattro semifinaliste dell’ex Coppa Uefa, mentre ai campioni nazionali sarebbero riservati gli ultimi quattro posti attraverso i turni preliminari (che oggi garantiscono invece sei posti per la qualificazione ai gironi).

Un sistema di promozioni e retrocessioni previsto anche tra l’Europa League e la terza coppa, seppur i dettagli debbano essere ancora delineati: quest’ultima, che partirà nel 2021/22 con 32 squadre, dal 2024 dovrebbe prevedere al via 64 squadre in quattro divisioni di 16 squadre ciascuna, secondo i piani Uefa.

Il rischio, secondo le leghe, è che scompaiano dal centro i campionati nazionali, con impatto a pioggia su tutto il calcio delle singole nazioni. E la maggior parte dei club, così, sta dalla parte dell’European Leagues, anche se non tutte le big: in Italia Roma, Inter e Milan sono schierate con Agnelli e la Juventus dal lato Eca/Uefa, così come Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid in Spagna. La Premier League è invece compatta contro i piani Uefa, allo stesso modo del Psg.

Intanto il prossimo 17 maggio è previsto un incontro Uefa con presenti le 55 Federazioni europee, in cui il tema ovviamente sarà trattato. E allo stesso modo l’Eca ha convocato i suoi cub i prossimo 6 giugno a Malta: l’apertura al dialogo da parte di entrambe c’è, ma la tratttativa è solo all’inizio e la battaglia è appena cominciata.

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