Giovanni Malagò (Insidefoto.com)
Giovanni Malagò (Insidefoto.com)

Sulla decisione della Lega di A di far terminare il campionato 2019/2020 il 24 maggio «anche io sono rimasto stupito: c’è qualcosa che non quadra e magari c’è una stata mancanza di corretta comunicazione». Parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò, il quale si è detto preoccupato soprattutto della scadenza di consegna dello stadio Olimpico di Roma in vista della gara inaugurale degli Europei itineranti del 2020.

«Quel che è sicuro – ha aggiunto Malagò – è che noi non possiamo permetterci di trasgredire l’impegno contrattuale sottoscritto con la Uefa per la consegna dello stadio. Se si trovano soluzioni diverse non è competenza mia, ma non facciamo scherzi: a livello internazionale gli impegni sono sacri e la credibilità parte dal loro rispetto», ha spiegato il presidente del Coni.

Anche Gabriele Gravina, presidente della Figc, aveva sottolineato questo aspetto in precedenza: «Non è possibile utilizzare l’Olimpico il 24 maggio perché in base all’accordo con la Uefa deve essere liberato massimo entro il 18, quindi o Roma e Lazio giocano in trasferta entrambe, e questo sarebbe atipico, oppure dobbiamo trovare un’intesa. Abbiamo assunto e sottoscritto un impegno con l’Uefa per la partita inaugurale dell’Europeo».

Gravina, inoltre, aveva sottolineato che nel resto d’Europa l’Inghilterra ha fissato come data di fine campionato «il 10 maggio, la Germania il 17, mentre Francia e Spagna termineranno il 24 maggio come la Serie A», aggiungendo quindi due possibili soluzioni: «Anticipare di una settimane la fine del campionato o fare un turno infrasettimanale in più».

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