Nicola Rizzoli, designatore arbitrale Aia (foto Daniele Buffa / Image Sport / Insidefoto)

“Possiamo sbagliare, la perfezione è impossibile, ma ribadisco che abbiamo le idee chiare”. È, in sintesi, uno dei concetti espressi dal designatore Nicola Rizzoli, nell’incontro fra arbitri e società, in corso nella sede della Lega Serie A, secondo quanto si apprende. Come rende noto il profilo Twitter dell’Aia, Rizzoli ha anche illustrato alle società le statistiche del campionato, a partire dal Var, con 121 interventi: 89 correzioni e 32 conferme.

“Le indicazioni internazionali propendono per la punibilità di entrambi”, ha spiegato poi Rizzoli sugli episodi più discussi dell’ultimo turno di campionato, il tocco di mano di Alex Sandro non punito da Fabbri in Juventus-Milan e quello di Locatelli del Sassuolo, sanzionato col rigore per la Lazio. Rizzoli ha chiarito che un rimpallo non esclude il fallo di mano: “Concetto vecchio. Se l’intenzione è impattare la palla col corpo e il braccio è largo, poco conta che rimpalli su un’altra parte del corpo”.

 

Rizzoli ha riconosciuto che il fallo di mano “è l’elemento più grigio e complesso da valutare. Il regolamento lo mette in una situazione difficile parlando di volontarietà”. “Laddove rimangono zone grigie”, ha spiegato il designatore, la discriminante è “l’intenzione del difendente: se è di giocare la palla, marcare l’avversario o presidiare la zona, si propende per la non punibilità; al contrario, se l’intento è creare ostacolo con il corpo su un tiro o un cross, laddove rimangono zone grigie si propende per la punibilità”. Inoltre Rizzoli ha chiarito che il Var non ha riscontrato condotta violenta o un chiaro errore dell’arbitro Fabbri in un altro episodio controverso di Juventus-Milan, il contatto fra Mario Mandzukic e Alessio Romagnoli: “La linea di intervento del Var è molto chiara: nelle situazioni di gioco deve esserci una violenza. Se fosse stata reputata come violenza, sarebbe intervenuto e avrebbe dato il rosso – ha detto -. Non è neanche chiaro dal campo se c’è il contatto. Il Var interviene solo quando lo reputa chiaramente un errore del campo. Evidentemente non è stato così”.

Rizzoli ha poi chiarito la posizione dell’Aia sullo stop a Fabbri dopo la direzione di gara in Juventus-Milan, come è capitato a Rosario Abisso qualche settimana fa in un rovente Fiorentina-Inter: “È una questione di gestione della squadra, le persone che metto in campo devono essere in forma e in condizione di fare del proprio meglio. Non ci sono stop o cose precise. Sicuramente deve crescere come tanti arbitri. Abisso ha fatto esperienza, si cresce attraverso gli errori. Deve continuare a maturare”

Dopo la riunione arbitri-società, parlando ancora di Fabbri, Rizzoli ha spiegato che “è un’ottima professionalità, ha buone capacità e ottime potenzialità. Sicuramente deve crescere come tanti arbitri. Stiamo facendo un percorso di crescita e ricambio generazionale, nel giro di un paio d’anni perdiamo arbitri internazionali con oltre 1500 partite di esperienza – ha aggiunto il designatore -. Dobbiamo far fare esperienza ai giovani, e l’esperienza passa attraverso gli errori: l’errore fortifica nel tempo e, per paradosso, dà più sicurezza e serenità, lo dico per esperienza. Riuscendo a capire se stessi si riesce a maturare meglio. Fabbri sente la stima che l’Aia ha nei suoi confronti, per persona che deve maturare come altri”.

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