Giovanni Malagò (Insidefoto.com)
Giovanni Malagò (Insidefoto.com)

«Figuratevi se io oggi vado a fare considerazioni. Penso, spero, mi auguro che non implichi un ulteriore rallentamento su un percorso già di per sé complesso ma che sembrava andasse verso una conclusione». Con queste parole si è espresso il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sull’ennesimo sviluppo dell’inchiesta sullo stadio della Roma che oggi ha visto agli arresti, tra gli altri, anche il presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito.

Stadio Roma, arrestato il presidente del Campidoglio

«Sono geneticamente e culturalmente un garantista – ha aggiunto Malagò –, mi auguro e spero che al più presto si possa chiarire la propria innocenza e non colpevolezza. Dico che è stato fatto un errore clamoroso a non portare avanti la candidatura di Roma alle Olimpiadi. Mi sembra che anche De Vito, come altri esponenti, lo abbia riconosciuto, gli avevo detto “tenetevi una fessura aperta”. Fa abbastanza riflettere che a distanza di due anni ci ritroviamo con la possibilità di portare le olimpiadi a Milano e con questa vicenda qui a Roma che si commenta da sola».



Il presidente del Coni, come riporta l’ANSA, ha poi risposto a chi gli chiedeva del rischio che il presidente della Roma Pallotta potesse stufarsi e mollare tutto: «Non lo so, non posso stare nella testa di Pallotta. Dico che se ognuno procede isolatamente è una via crucis arrivare fino in fondo alla realizzazione di un nuovo impianto. Se ci fosse invece una data certa, un evento, sai che per quella data le cose le devi autorizzare. Penso che per il calcio senza impianti non si va da nessuna parte e la madre di tutte le battaglie sono gli Europei del 2028: lo dico con franchezza, non vedo alternative».

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