(Foto Calcio e Finanza)

Suning, società proprietaria dell’Inter, avrebbe stanziato circa 1,3 miliardi di euro per l’acquisto di marchi europei nei prossimi tre anni. Lo scrive “SkyTg24”, spiegando che se da un lato Suning punta a conquistare la presenza di brand importanti, dall’altra gli stessi marchi potranno contare su una fetta ampia di consumatori.

La società con sede a Nanjing opererà attraverso la divisione Suning.com, che si occupa di vendite al dettaglio e ha da poco annunciato l’acquisizione di Wanda Department Stores. In questo modo si sta ampliando il raggio delle sue attività in Cina: 37 grandi magazzini che si trovano nelle più note città cinesi e in quelle a più veloce crescita. Metropoli che mediamente vantano 6 milioni di abitanti a testa.

Oltre a questo, Suning prevede di aprire nei prossimi tre anni almeno 300 negozi in Cina, 50 dei quali saranno monomarca di medie-grandi dimensioni. La presenza di Steven Zhang a Milano, intanto, va letta di certo come un segnale di vicinanza alla sua squadra dato che tra le proprie divisioni la holding Suning ne vanta anche una “Sports”. Ma non solo. L’apertura di uffici milanesi nella prima metà del 2018 va anche vista come una intensificazione della rete europea di Suning.



Per ora, i numeri gli danno ragione. La società di consulenza Deloitte China ha stilato un rapporto chiamato “China Import Consumption Market”, dal quale emerge che le vendite totali al dettaglio di beni di consumo hanno superato i 5 trilioni di dollari nel 2017. Un numero incredibile: in pratica, il 25% delle stesse vendite a livello globale. Guardando a Suning, l'anno scorso il volume di venta dei prodotti venduti sulla piattaforma Suning.com ha registrato un aumento su base annua del 150%.

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1 COMMENTO

  1. Nell’immaginario popolare, sul quale poi i media di massa hanno delle responsabilità, sarebbero “I Cinesi” (detto con accento spregiativo) quelli che all’Inter non fanno molto bene.
    Come sempre la realtà è l’opposto della social-verità.
    Da un punto di vista societario, cioè di crescita economica, di rafforzamento patrimoniale, di programmi di sviluppo, “I Cinesi” stanno facendo splendidamente.
    Il settore che va meno bene o comunque non di pari passo è quello tecnico-sportivo.
    Che guarda caso è quello (l’unico) retto da “Italiani”.

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