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Può un atleta sviluppare un business autonomo sfruttando le proprie competenze e autorevolezza? È la nuova sfida di marketing colta da Sport Digital House, la prima digital agency italiana ad applicare il metodo del funnel marketing allo sport.

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L’attuale scenario del marketing sportivo è ancora legato a logiche tradizionali. Da un lato, gli atleti che vogliono sfruttare la propria immagine in ottica business, dipendono dai brand per essere ingaggiati in campagne di comunicazione. Dall’altro, le aziende che si occupano di prodotti sportivi, concentrano i propri budget in piani di sponsorizzazioni sui social sperando di generare vendite fredde, con il risultato che l’awareness ottenuta non giustifica il ROI.

Sport Digital House invece si inserisce in un segmento nuovo, rivoluzionando le logiche del mercato. E parte dalla premessa che ogni atleta (ma anche professionista dello sport come personal trainer, nutrizionisti, mental coach, etc) ha una credibilità e delle competenze uniche. Sono soggetti che possono veicolare sentimenti positivi e contenuti di valore sfruttando il proprio riconosciuto know how. Uno dei motivi per cui il seguito degli sportivi è molto fidelizzato sta proprio nella loro capacità di coinvolgere e infondere fiducia.

Alessandro Fabian

L’obiettivo di Sport Digital House, quindi, è proprio fornire strategie di social e digital marketing che consentano a questi soggetti di monetizzare in modo diretto la propria community, fornendo servizi e infoprodotti direttamente alla propria audience. Quanto valore potrebbe generare, per esempio, un runner medagliato agli appassionati di running? Tramite i suoi consigli, tantissimo. Ecco, è proprio questa la mission di Sport Digital House: applicare strategie basate sul valore per monetizzare il numero dei follower.

Ilaria Zane

Questi risultati sono possibili grazie all’utilizzo del metodo del funnel marketing. In questo modo Sport Digital House rovescia i concetti del marketing tradizionale, focalizzando gli obiettivi delle strategie sui risultati di business e non sulla comunicazione. Attraverso i principi del funnel marketing, Sport Digital House lavora basandosi su un approccio data driven dei profili che gestisce. Solo dopo un accurato esame dei risultati viene preparata una strategia di marketing diretto che ha l’obiettivo di immettere i follower in un percorso: da utenti interessati a clienti.

È un percorso in cui la produzione di contenuti di qualità è centrale, ma lo scopo è diverso da quello inteso finora dal marketing tradizionale: i contenuti non servono a raccogliere like e condivisioni, ma a portare gli utenti verso la conversione.

Giulia Ghiretti

Sport Digital House lavora con questo approccio già con atleti olimpici come Alessandro Fabian, pluricampione italiano di triathlon, Alessandro De Rose, unico italiano a vincere una medaglia iridata nei tuffi dai 27 metri, Giulia Ghiretti, plurimedagliata nuotatrice paralimpica, Ilaria Zane, triatleta con più follower in Italia, e molti altri. Lo stesso sistema viene utilizzato anche per le aziende, a cui vengono fornite strategie orientate esclusivamente all’aumento del business e del ROI.

Con il metodo di Sport Digital House questo problema viene risolto, perché tutto il lavoro social e digital è finalizzato unicamente al ritorno dell’investimento. Like, follower, impressions, condivisioni rientrano in un meccanismo generale funzionale alla vendita, aspetto spesso ignorato dalle realtà che offrono consulenza in questo settore.



Sport Digital House è un progetto che unisce le competenze di Enrico Gelfi, professionista dello sport management, con esperienza decennale nella comunicazione e nel marketing sportivo, e di Luigi Caputo, digital marketing manager con esperienze in aziende di primo livello come Coca-Cola e Telecom Italia.

«Con Sport Digital House vogliamo portare il marketing sportivo a un nuovo livello - dichiara Caputo -, ossia quello di fare davvero la differenza per atleti e aziende di questo settore. I social e il digital marketing sono canali ancora non sfruttati a pieno in questo mondo e le agenzie che cercano di supportare atleti e aziende non sono in grado di offrire soluzioni certe in ottica business. Attraverso il nostro metodo contiamo di rivoluzionare le logiche del mercato».

Alessandro De Rose

«L’atleta del XXI secolo è una Media Company - completa Gelfi - che deve preoccuparsi di gestire anche le relazioni esterne (con la stampa e i tifosi) come quelle interne (con i compagni, lo staff e i dirigenti). Chi non lo comprende e si limita a curare unicamente la prestazione sportiva, vive fuori contesto e, non solo si preclude opportunità di marketing a volte indispensabile per proseguire nella propria carriera, ma viene meno al principio etico dello sport: stipulare un contratto con la collettività in cui si sanciscono diritti e doveri».

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