Beppe Sala: «San Siro è sicuro. Tifoseria interista penalizzata»

Il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è intervenuto al termine del vertice in Prefettura, relativo alla sicurezza e all’ordine pubblico. Il Primo cittadino milanese ha parlato della chiusura di San…

Sala impatto ambientale San Siro

Il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è intervenuto al termine del vertice in Prefettura, relativo alla sicurezza e all’ordine pubblico. Il Primo cittadino milanese ha parlato della chiusura di San Siro, a seguito dei fatti di Inter-Napoli: «Capisco il motivo della chiusura dello stadio, ma è stata penalizzata la tifoseria interista e i “buu” poi si sono ripetuti altrove. Mi auguro che da un lato non ci sia più una chiusura dello stadio e dall’altro che ci sia un tema di educazione del tifo ma soprattutto di quelle frange violente».

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Come riporta l’AGI, secondo Sala «la cosa positiva è che le squadre, Milan e Inter, si sono impegnate a fare attività di comunicazione contro il razzismo, l’Inter è già partita e il Milan troverà le forme. Anche se questi “buu” non sempre sono sintomo di razzismo, ma a volte sono dissenso rispetto a questo o quel giocatore».

Il Sindaco ha poi ribadito che San Siro «è diventato sicuro», la priorità è «prevenire gli incidenti che avvengono fuori. Gli ultimi incidenti dentro lo stadio – ha detto Sala – ce li ricordiamo tanti anni fa, quindi c’è il rammarico perchè quello che è successo ha fatto passare un’immagine di stadi poco sicuri. Le famiglie possono andarci tranquillamente», ha spiegato.


Il problema, dunque, è ciò che accade all’esterno degli impianti: «La situazione che ci è stata rappresentata da Questura e Prefettura è che in termini di sicurezza delle partite di calcio, i problemi sono molto più spesso fuori dallo stadio che non dentro. E a Milano è obiettivamente così da parecchio tempo». Secondo Sala, la chiusura non è una buona soluzione: «Comprendendo anche le ragioni della chiusura, si deve lavorare perchè ciò non avvenga più perchè chiudendo lo stadio ci rimettono i tifosi e le società».