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Chiellini intervista DAZN
Giorgio Chiellini, capitano della Juventus (Foto: Matteo Gribaudi / Image Sport / Insidefoto)

La Juventus, reduce dalla conquista della qualificazione agli ottavfi di Champions League da prima classificata nel girone nonostante la sconfitta contro lo Yung Boys, torna a essere protagonista su DAZN. La formazione bianconera, infatti, sarà impegnata sabato sera nel derby contro il Torino (fischio d’inizio alle ore 20.30) in una gara che spesso sfugge ai protagonisti. Il capitano dei campioni d’Italia, Giorgio Chiellini, ha deciso così di raccontarsi ai microfoni della piattaforma online spiegando le sue sensazioni ora che ci avviciniamo al giro di boa della stagione.

Il direttore ha innanzitutto raccontato cosa sia cambiato quest’anno in squadra dove non si vuole fallire l’obiettivo di conquistare la massima competizione europea, che manca ormai dal 1996: “n questi anni ci siamo sempre messi in discussione, lavorando su quei difetti in cui abbiamo margini di miglioramento: questa squadra si è saputa rinnovare tanto e in poco tempo, basta pensare a quanto è cambiato tra Cardiff e Berlino, otto undicesimi della squadra erano diversi ma non si tratta solo di uomini, soprattutto di stile di gioco“.

In questa annata si vuole ridurre il più possibile gli errori e non si può non individuare l’unica gara non andata a buon fine in campionato: “Quel pareggio col Genoa sono due punti regalati, con tutto il rispetto. E poi siamo arrivati troppe volte nel finale di partita sull’1-0: quasi sempre l’episodio ci ha detto bene anche grazie al nostro atteggiamento, però poi succede che col Manchester la paghi con gli interessi“.



Chiellini è capitano della squadra più forte in Italia che sembra destinata all'ottavo scudetto consecutivo, ma non ha alcun timore nell'indicare quali siano i vecchi capitani da cui vuole trarre ispirazione: "Del Piero mi ha accolto a Torino quando avevo 21 anni, nei primi mesi mi sentivo inadeguato in mezzo a tanti campioni, ma lui ha sempre cercato di farmi sentire parte del gruppo nonostante avessi interessi completamente diversi. Ed è quello che sto cercando di fare io con i ragazzi nuovi che arrivano... tipo Cristiano Ronaldo! Poter essere paragonato a Scirea, non tanto nello stile di gioco quanto nei valori che porto avanti, mi rende orgoglioso. (Sulle scritte contro Scirea comparse prima di Fiorentina-Juve) Quelle scritte non sono contro la persona, quello è odio verso il club: il calcio è una valvola di sfogo, speriamo che piano piano si riesca a educare al tifo positivo e non all'odio verso gli altri. Buffon è una persona con cui ho condiviso tutto, tra Nazionale e Juve passavo con lui 300 giorni l'anno: quello che gli invidio è la capacità di toccare le corde giuste in quei momenti della stagione in cui il capitano deve compattare il gruppo. E Gigi riusciva ad arrivarti dentro".

Il modo in cui il bianconero interpreta il suo ruolo sembra ricordare un calcio che ci ha quasi abbandonato, ma si tratta di una situazione più che comprensibile: "Il calcio sta evolvendo, ed è giusto così. Ma sarebbe bello mantenere quella cultura italiana che ci ha permesso di raggiungere grandi traguardi. Penso a Cannavaro, Nesta, Baresi, Maldini, fino a Gentile e Scirea: la storia del calcio italiano l'hanno fatta i grandi difensori".

Pur non essendo più giovanissimo, Chiellino non perde la voglia di lavorare e di migliorare anche i più piccoli difetti: "Cerco di prepararmi, però con alcuni giocatori arrivi comunque un attimo dopo, anche se sai perfettamente che ti faranno un certo movimento o proveranno il loro tiro preferito. Icardi dentro l'area di rigore è il secondo miglior giocatore che mi sia capitato di marcare, perché ti disintegra mentalmente. Il primo, per fortuna, da quest'anno gioca insieme a me".

Non poteva mancare un pensiero sul derby, in programma sabato: "Il Torino è cresciuto tanto, ha fisicità e sono bravi nelle ripartenze: con Mazzarri hanno fatto un upgrade importante, possono mirare all'Europa e quindi possono metterci in difficoltà. E' una squadra che mi sta simpatica, a parte quei 180 minuti in cui siamo rivali. Cristiano ha già capito che due partite non sono come le altre: quella contro l'Inter e quella col Toro" - ha concluso.

 

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