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Juventus addio Marotta
Giuseppe Marotta (foto Daniele Buffa/Image Sport/Insidefoto)

Quanto guadagna Marotta – L’addio di Beppe Marotta alla Juventus ora è ufficiale. La società bianconera ha annunciato nei giorni scorsi la risoluzione del contratto con il dirigente, che ha incassato anche una buonuscita di circa 750mila euro.

Complessivamente, nella sua avventura in bianconero Marotta ha ricevuto dal club oltre 20 milioni di euro, considerando anche l’ultima buonuscita.

Si tratta di compensi non solo come amministratore delegato, ma anche come amministratore nel CdA del club e come direttore generale, oltre che di una piccola parte in benefici non monetari.

Si va così dagli 1,7 milioni della stagione 2011/12, secondo i dati contenuti nel bilancio della Juventus, fino al record di 5,6 milioni ricevuti nel corso del 2017/18.

Stagione Stipendio
2011/12 1,7
2012/13 2,2
2013/14 2,4
2014/15 2,4
2015/16 2,6
2016/17 2,7
2017/18 5,6
Buonuscita 0,7
TOTALE 20,2

Numeri sempre crescenti, relativi anche a bonus per i successi della squadra di Conte e di Allegri nel corso delle diverse stagioni.



Nell'ultima annata, a Marotta sono spettati 1,5 milioni di euro quale compenso fisso, 500 mila euro quale compenso variabile legato al raggiungimento di obiettivi assegnati ad inizio esercizio, altri 100 mila euro quale premio per la vittoria del Campionato di Serie A 2016-2017: tra compenso fisso e variabile (502.722 euro) si superano i due milioni di euro.

Cifra alla quale si aggiungono ulteriori 3,5 milioni di euro in relazione al piano di incentivazione (Long Term Incentive Plan) approvato il 27 febbraio 2015 e condizionato all’effettivo verificarsi delle condizioni previste dal piano stesso alla data di riferimento (30 giugno 2018). “Gli obiettivi del LTIP erano quelli di fidelizzare le risorse e di stimolarle al perseguimento dei risultati economico-finanziari, correlandone le incentivazioni economiche agli obiettivi fissati dal Consiglio di Amministrazione per i quattro esercizi presi a riferimento, tenuto conto del Piano di sviluppo a medio termine approvato dallo stesso il 20 giugno 2014”, si legge nella relazione sulla remunerazione.

“Condizione essenziale per la maturazione del LTIP 2014/2015-2017/2018 era il contenimento dell’Indebitamento finanziario netto entro parametri sostenibili in linea con le previsioni del piano di sviluppo a medio termine – prosegue la società bianconera -. Inoltre, gli obiettivi di performance, così come individuati su proposta del CNR, prevedevano che i Ricavi Operativi aggregati dei quattro esercizi presi a riferimento fossero superiori ai Ricavi Operativi aggregati previsti dal medesimo piano a medio termine. L’effettiva erogazione del LTIP era condizionata al conseguimento di un Risultato Operativo cumulato nei quattro anni superiore alle previsioni del Piano di sviluppo a medio termine (EXTRA EBIT)”.

Un piano che si è chiuso il 30 giugno 2018 con “il pieno raggiungimento degli obiettivi di performance assegnati e sarà liquidato ai beneficiari nel corso dell’esercizio 2018/2019”. Bonus esclusivamente monetario, dato che “non prevedeva in nessun modo l’assegnazione di azioni ovvero di opzioni per l’acquisto di azioni e non era legato all’andamento del titolo della Società”.

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