Roberto Fabbricini (Daniele Buffa / Image Sport / Insidefoto)

L’uomo giusto “nel posto sbagliato, forse, solo per una serie di figure dirigenziali di ottimo livello, se prese individualmente, prive però di un obiettivo comune”. In una intervista esclusiva al ‘Corriere dello Sport’ parla Roberto Fabbricini, dallo scorso febbraio commissario straordinario della Figc.

“Questo calcio non si è mai sentito commissariato – afferma tra l’altro il dirigente – Faccio ammenda per non aver cercato con troppa insistenza il dialogo, ma ho trovato un sistema che ha continuato ad operare come se niente fosse successo, cambiato”. La Serie B a 19 squadre, con il blocco dei ripescaggi, sta suscitando grandi polemiche: “Sono sempre stato favorevole alla riduzione del numero delle squadre, i format attuali non sono più sostenibili. Spero sia una forzatura utile” dice Fabbricini. E ricorda: all’inizio del mandato “spiegai che ero per una Serie A a 18, una B a 20 e due gironi di C di 20 l’uno, scatenando l’iradiddio”.

Il 22 ottobre è prevista l’assemblea elettiva: “La svolta sarà l’approvazione del nuovo statuto che modificherà radicalmente l’attuale sistema e ridisegnerà anche il consiglio federale. Il limite dei tre mandati renderà ineleggibili alcuni soggetti. Lotito, Tommasi, Ulivieri i primi che mi vengono in mente”.

Altro tema caldo è il calcio femminile, conteso tra Figc e Lega Nazionale Dilettanti: “Forse lo avrei dovuto affrontare diversamente. Facendolo cadere non dall’alto, bensì dal basso – riconosce Fabbricini – Quando incontrai la rappresentanza del femminile mi fu spiegato chiaramente e drammaticamente che proseguendo sotto i Dilettanti il movimento sarebbe sparito, defunto… Avrei dovuto fare sì che fossero i Dilettanti a suggerire il cambiamento”.