Davide Calabria e Gonzalo Higuain (Foto Alterphotos / Insidefoto)

«Le partite le vincono i giocatori sul campo ma i campionati li vincono le società». Pensiero chiaro, quello di Paolo Scaroni, neopresidente del Milan nell’era Elliott. Il numero 1 del club rossonero ha fatto il punto sulla società ma non solo, in un colloquio con la Stampa.

«Non vinciamo una Champions dal 2010 – dice Scaroni – e quest’anno abbiamo toccato il fondo con la Nazionale assente al Mondiale. Questo è il passato, ma una serie di sviluppi nell’ultima stagione possono rimettere le squadre italiane al centro dell’equazione calcistica mondiale. Non so se ce la faremo già quest’ anno – aggiunge -, ma le nuove piattaforme sono chiaramente pronte».

Un contesto di crescita del calcio italiano in cui vuole essere protagonista anche il Milan. La società rossonera, dopo il passaggio nelle mani di Elliott, sta cercando le ultime figure per completare la rivoluzione nei vertici dirigenziali. Tra queste, il ruolo principale è quello di amministratore delegato: secondo La Stampa, Scarioni non ha confermato il nome del ceo dell’Arsenal Ivan Gazidis, lasciando intendere che vi sono dettagli contrattuali con il club inglese che vanno risolti.

Leonardo e Paolo Scaroni (foto: Calcio e Finanza)
Leonardo e Paolo Scaroni (foto: Calcio e Finanza)

Dal punto di vista finanziario, spiega il quotidiano torinese, “una vendita di Elliott in utile oggi sarebbe controproducente perché, con la squadra a garanzia di un prestito, l’eventuale plusvalenza della squadra data in pegno, andrebbe restituita a Yonghong Li”. L’intenzione di Elliott è quindi quella di investire per creare valore, prima di pensare ad una strategia di uscita. «Ci sono molti modelli – spiega Scaroni – e c’è la borsa. Barcellona e Real hanno un azionariato popolare, il Bayern ha un azionariato dei tifosi al 73% con Audi, Adidas e Allianz al 9% ciascuno per promuovere la Baviera. E c’è sempre il grande imprenditore. Diamoci qualche anno e vedremo».

Il futuro del Milan passa anche dalla questione stadio. Per Scarioni, infatti, un nuovo stadio è una priorità, perché con un nuovo impianto moderno si può arrivare a raddoppiare gli incassi per le partite. Secondo La Stampa, Elliot è aperto a tutte le ipotesi, dalla ristrutturazione di San Siro insieme all’Inter fino alla costruzione di un nuovo stadio.

L’area sarebbe quella di Sesto San Giovanni, con oltre 2 milioni di metri quadri. Con o senza Inter? Con o senza sponsor? Scaroni taglia corto: nell’era della globalizzazione del calcio italiano oggi tutto è possibile. Basterà dare tempo al tempo.

1 COMMENTO

  1. Sarebbe bello se facessero lo stadio a Sesto San Giovanni. L’area in questione è a 10 minuti a piedi da casa mia… Potrei fare un pensierino per tornare allo stadio dopo 5/6 anni di assenza

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