Italia-Spagna Under 21 spettatori
Lo stadio Dall'Ara di Bologna (Foto: Insidefoto.com)

“Abbiamo un progetto che riteniamo l’unico economicamente sostenibile: quando avremo i costi definitivi lo presenteremo, poi vedremo che percorso seguirà”. L’amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci ha spiegato così l’attuale situazione relativa allo stadio del club rossoblu.

Nell’eventualità il restyling non dovesse andare in porto, “considereremo soluzioni alternative, e il Comune dovrà pensare ad altri progetti per il Dall’Ara, perché io non posso pensare che quando scadrà la convenzione, nel 2028, il Bologna giochi in uno stadio in cui tre quarti delle persone si bagnano quando piove”, ha proseguito Fenucci parlando con i giornalisti a margine della conferenza stampa di presentazione dell’accordo con Illumia.

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Fenucci resta fiducioso riguardo la volontà dell’amministrazione comunale, anche perché, ricorda, “mi sembra che l’operazione sia partita da un input politico, con una delibera votata forse all’unanimità in Consiglio comunale”. L’ad rossoblu ha poi aggiunto che, poiché “il restyling costerà più di uno stadio nuovo, l’operazione sarà fatta con capitali privati e con un investimento a lungo termine del Bologna Calcio. Se qualcuno pensava che si potesse fare senza operazioni compensative che riducano i costi, non conosce la storia della ricostruzione e della costruzione di nuovi stadi”.

Lega Calcio Fenucci
Claudio Fenucci (foto Insidefoto.com)

Infatti, prosegue Fenucci, “non c’è nessun Paese calcisticamente evoluto che abbia costruito o ricostruito stadi, che non è solo un’operazione economica, ma anche culturale per attrarre nuovi tifosi, con fondi solo privati, e mi sembra che su questo punto l’amministrazione comunale sia sempre stata aperta”.

Secondo l’ad rossoblu, la società “ha dimostrato la propria serietà per quanto riguarda questo progetto: a noi interessa riqualificare lo stadio, il resto è funzionale alla sopportabilità economica dell’operazione. Se vogliamo rilanciare il Calcio italiano, dobbiamo riavvicinare i tifosi rifacendo gli stadi, perché i tifosi delle squadre nascono lì. Se invec ei tifosi li costruiamo in televisione, tiferanno per Cristiano Ronaldo o ci abbandoneranno per un altro sport. Ma per attrarre i giovani servono stadi diversi, portarli in quelli attuali oggi è come chiedere a quelli della mia generazione di andare in un cinema parrocchiale”.

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