Rocco Commisso (foto Calcio e Finanza)
Rocco Commisso (foto Calcio e Finanza)

«La Uefa? Questo Milan sette volte campione d’Europa ha una tradizione e una storia di valenza mondiale e non merita di essere trattato così».

Così Rocco Commisso, parlando con America Oggi, ha detto la sua sulla sentenza con cui la Uefa ha condannato il Milan ad un anno di esclusione dalle competizioni europee per lo sforamento dei vincoli del fair play finanziario nel triennio 2014-2017. Sentenza che il club di Via Aldo Rossi ha intenzione di impugnare davanti al Tas.

Commisso ha fatto il punto anche sulla trattativa in corso con Yonghong Li finalizzata a rilevare il controllo del club rossonero.

«La trattativa per l’ acquisto del Milan continua, nonostante la difficoltà di comunicazione personale dovuta alla costante presenza di un emissario. Questo, a mio parere, mina alla base il rapporto fiduciario che dovrebbe esistere in un contesto complesso, ma chiaro, come quello attuale», ha spiegato il patron del gruppo Mediacom Communication.

Nonostante la frenata delle ultime ore, dovuta alla volontà di Yonghong Li di provare a spuntare condizioni migliori, contando anche sull’interessamento verso il Milan della famiglia Ricketts, Commisso sembra determinato ad andare avanti, ma senza scendere a compromessi rispetto alla bozza di accordo raggiunto nei giorni scorsi.

«Chiudo il contratto, ma solo alle mie condizioni», ha spiegato l’uomo d’affari italoamericano. «Sia chiaro, prima devo avere un accordo vincolante. Non accetterei mai di essere in minoranza. Il club deve essere mio perché credo di poterlo gestire e farlo tornare ai massimi splendori».

Nel caso la trattativa con Mr Li dovesse saltare Commisso non sembra essere interessato a prendere in esame l’acquisto di un’altra società di calcio.

«Se c’è l’ ipotesi di acquisire altri club? No, il Milan è il Milan, con una tradizione che non tutti i club italiani o mondiali possono vantare».

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