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“È un momento particolare per i diritti tv della Serie B, ci sono incontri continuativi che dovrebbero portarci tra pochi giorni a chiudere il discorso per il prossimo triennio”. Il direttore generale della Lega Serie B Paolo Bedin ha commentato così la situazione relativa alla vendita dei diritti tv del campionato cadetto per il prossimo triennio, come riporta l’Ansa.

“Il presidente Balata è assente proprio perché impegnato in alcuni incontro per i diritti tv. Sono interessati al nostro campionato alcuni player classici come Sky – ha proseguito Bedin a margine della presentazione dell’accordo con BKT -, ma anche nuovi player internazionali e innovativi. Le opzioni sono aperte, la decisione finale verrà presa in assemblea”.

Paolo Bedin, dg della Lega Serie B, insieme all’ad di BKT Europe, Lucia Salmaso (foto Lega B)

La situazione è in divenire, tanto che non sono state sufficienti le offerte da parte di Sky, Mediaset, Perform e Mediapro per aggiudicarsi i diritti tv e quindi ci sarà un un secondo giro di trattative private, al quale potranno partecipare i quattro pretendenti e pure Eleven sports ed Eurosport, che in una prima fase avevano espresso un interesse per la competizione cadetta.

Diritti tv Serie B, al via il secondo giro di trattative private

“I nostri diritti tv valgono 60 volte meno di quelli della Serie A? Vero, ma solo in parte. I numeri sono quelli, ma se guardiamo il trend di crescita – ha continuato Bedin – abbiamo quadruplicato il valore rispetto a nove anni fa, e c’è ancora margine di crescita. Siamo tuttavia già in linea con il nostro benchmark diretto, ovverosia le altre seconde divisioni in Europa”.

“Il prodotto Serie B è formato da 22 squadre ma soprattutto da 10 milioni di tifosi appassionati, di cui 4 milioni come fanbase particolarmente accanita. E a livello mondiale la fanbase potenziale si aggira sui 100 milioni di tifosi – ha spiegato il dg della Lega Serie B -, di cui sempre il 40% altamente interessato. Nella scorsa stagione, a livello di audience complessivo, parliamo di circa 70 milioni di spettatori”.

“Gli orari del prossimo anno? Abbiamo sempre lavorato in un’ottica di integrazione rispetto al calendario della Serie A – ha spiegato Bedin -, per colmare quegli slot lasciati liberi. Tuttavia, dalla prossima stagione la programmazione della Serie A sarà notevolmente diverse rispetto al recente passato, per cui potrebbe servire una riflessione. Ad oggi, tuttavia, il format si basa ancora sul gruppo di partite principali programmate per il sabato pomeriggio”, ha concluso Bedin.

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