bilancio FIFA VAR Mondiali 2018
Gianni Infantino, presidente della FIFA (Insidefoto)

Manca poco all’inizio del Mondiale di Russia 2018, il primo che Gianni Infantino vivrà da presidente della Fifa. In un’intervista a “La Repubblica”, Infantino ha parlato così dell’avvicinarsi dell’evento: «Non sono preoccupato. Questa atmosfera di festa mi rallegra. Naturalmente si prospettano alcune sfide, come la lotta al razzismo o l’uso, per la prima volta, della tecnologia Var. Ma è tutto pronto e l’evento si prospetta grandioso. I tifosi arriveranno da ogni angolo del mondo. È interessante sapere che dopo i russi sono gli americani ad aver acquistato il più alto numero di biglietti, seguiti da brasiliani e tedeschi. Più della metà dei biglietti è stata venduta all’estero, in un primo tempo sembrava che i tifosi non sarebbero venuti in Russia».

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Infantino: «Ero scettico sul Var, poi ho cambiato idea»

Occhi puntati sul Var: «Lo confesso: fino a due anni fa ero molto scettico. Ho cambiato idea, perché ne abbiamo studiato l’utilizzo in più di mille partite ufficiali. Sono emersi alcuni dati incontrovertibili: senza il Var, ogni tre partite c’era un errore. Con il Var, soltanto uno ogni 19 partite. Oggettivamente è di grande aiuto per l’arbitro. Fluidità del gioco? Per le rimesse in gioco si perdono 7 minuti e per i calci di punizione 6. Quell’unico minuto che richiede il Var è ben investito, soprattutto in un Mondiale».

Gianni Infantino (Insidefoto.com)

Spazio anche a considerazioni sulle candidature per il Mondiale 2026: «Il nostro compito è far sì che il processo di candidatura si svolga correttamente. Penso che sia stato trasparente e che possa servire d’esempio a molti sport. Abbiamo tenuto conto di tutte le raccomandazioni del rapporto Garcia (l’inchiesta sull’assegnazione dei Mondiali 2018 e 2022, ndr). La fine dell’iter avverrà il 13 giugno, con il voto del Congresso».

Infantino: «Mondiale a 48 squadre? Al più tardi decideremo al Congresso del 2019»

Chiusura dedicata a Qatar 2022, per il quale si parla di una Coppa con 48 squadre: «La richiesta è arrivata dal Sudamerica, che auspicava un maggior numero di partecipanti. Ne stiamo discutendo. Questo è il mio modo di intendere il mio incarico: quando arriva una richiesta, non posso limitarmi a chiudere la porta. Dobbiamo parlarne. Stadi? Ne occorrono di più. Per questo dico che dobbiamo ancora chiarire la faccenda. Al più tardi decideremo al Congresso del 2019».