come funziona il var
L'arbitro Daniele Orsato controlla il VAR in Inter-Juventus (Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

“È un buon bilancio, sono estremamente contento”. Il disegnatore arbitrale Nicola Rizzoli traccia un bilancio sul primo anno di Var. “Sono estremamente contento soprattutto per le prospettive per il futuro – ha affermato – perché i margini di miglioramento sono sicuramente importanti e possiamo e dobbiamo lavorare di più. Abbiamo delle cose da migliorare ma siamo estremamente sereni e contenti per il futuro”

“Per togliere i se e i ma c’è già un protocollo che è molto chiaro. È ancora modificabile e migliorabile. La control room è un obiettivo, non so quando sarà pronta”, ha proseguito Rizzoli. Il quale ha poi confermato la richiesta all’IFAB del VAR a chiamata da parte degli allenatori: “Abbiamo chiesto all’IFAB la possibilità, per gli allenatori, di richiedere l’intervento del VAR per due volte nel corso di una partita”, come riporta Goal.com.

Il bilancio di un anno di Var: 115 “cambi”, meno rigori e ammonizioni

 

“Quest’anno ha commesso 17 errori, solo 8 hanno inciso sul risultato finale della partita. Senza l’utilizzo del Var avremmo commesso molti errori in più. Il tempo di decisione durante un intervento Var è diminuito: si è passati da 1 minuto e 22 a 31.5 secondi. In 346 partite di Serie A ci sono stati 1736 check degli arbitri”.

“Le situazioni dubbie non sono un obiettivo da Var – ha proseguito Rizzoli -. La cosa più importante è che in campo l’arbitro decida sempre, quest’ultimo non deve far prendere il sopravvento da decisioni esterne. Quest’anno il VAR più che sui falli ha inciso su situazioni da fuorigioco e calcio di rigore. La cosa più interessante per me sono le situazioni disciplinari: situazioni di proteste, ammonizioni e simulazioni sono calate tantissimo”, ha concluso il designatore arbitrale.

LASCIA UNA RISPOSTA:

Please enter your comment!
Please enter your name here