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Sarebbe dovuta arrivare ieri la decisione definitiva della Lega Calcio sui diritti tv. Tuttavia, dopo tre ore mezza di riunione, i 20 presidenti dei club di Serie A hanno preferito rimandare tutto di 15 giorni. «Abbiamo convocato l’assemblea della Lega per il prossimo 22 maggio alle ore 15», ha detto il commissario straordinario Giovanni Malagò. «Non si tratta di una data casuale perché il codice civile prevede entro 14 giorni di poter adottare i provvedimenti in caso di inadempienza».

Lega attesa sui diritti tv, se Mediapro verserà la fideiussione non bisognerà aspettare

Come riporta “Milano Finanza”, il chiaro riferimento è a Mediapro, che ha rinviato il deposito della fideiussione da 1,2 miliardi in attesa della pronuncia del tribunale di Milano sul ricorso presentato dall’intermediario spagnolo contro la sospensione della procedura di assegnazione dei pacchetti. «È ovvio che se Mediapro dovesse versare la fideiussione, non ci sarebbe bisogno di aspettare questi 15 giorni», ha precisato Malagò, chiarendo i destinatari dell’avvertimento.

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Lega attesa sui diritti tv, in caso di ricorso in appello si dilaterebbero i tempi

Il provvedimento del giudice è atteso fra oggi e mercoledì. Tre gli esiti possibili: la revoca, la modifica parziale dell’ordinanza o la conferma dello stop che inibirebbe l’offerta così come strutturata dagli spagnoli. In quest’ultimo caso Mediapro potrebbe ricorrere in appello, dilatando ulteriormente i tempi della controversia. Una scelta che metterebbe in pericolo non solo la trasmissione delle prime giornate del prossimo campionato ma soprattutto la tenuta finanziaria di alcuni club: i bilanci delle squadre di calcio, infatti, chiudono il 30 giugno e molti affidamenti bancari sono erogati alle società sulla base dei futuri incassi dei diritti tv.

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La sede della Lega Serie A-Lega Serie B (foto Calcio e Finanza)

 

Lega attesa sui diritti tv, le due ipotesi in caso di ritiro dell’offerta da parte di Mediapro

Domani la Lega Calcio solleciterà Mediapro sul pagamento della fideiussione e a chi gli chiedeva di un eventuale piano B Malagò ha risposto: «Sotto il profilo contrattuale finché c’è un impegno delle parti non possiamo fare altri ragionamenti: nella nostra testa ci sono altri scenari, ma bisogna avere il prima possibile la titolarità dei diritti». Se Mediapro dovesse ritirare l’offerta – perdendo i 64 milioni di caparra –, due sono le ipotesi sul tavolo della Confindustria del pallone. La prima: indire un terzo bando a cui Sky dovrebbe presentare una proposta migliorativa rispetto a quella da 630 milioni avanzata a inizio 2018. In caso di vittoria nella causa contro Mediapro l’ad del broadcaster Andrea Zappia ha infatti promesso «un’offerta importante» in cambio di maggiori esclusive. La seconda, caldeggiata dall’advisor Infront: creare un canale tematico. Ipotesi che piace anche a Mediapro, pronta a presentare «immediatamente le garanzie nel caso in cui la Lega decidesse di creare, insieme a Mediapro, un canale proprio», anche se non sembrano esserci i tempi tecnici per questa eventualità.

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