(foto US Arezzo)

Un milione di euro entro aprile o il rischio fallimento diventerà una realtà. Ad annunciare la situazione debitoria dell’Arezzo i curatori fallimentari Lucio Francario e Vincenzo Ioffredi in un incontro con la stampa. La società, attualmente in esercizio provvisorio dopo il fallimento dichiarato due settimane fa dal Tribunale di Arezzo, è stata multata e punita per il mancato pagamento delle scadenze 2017 con altri sei punti di penalizzazione oltre ai tre già rimediati in precedenza.

La squadra che milita in serie C, girone A, è precipitata al penultimo posto. La società è in esercizio provvisorio, hanno spiegato i curatori fallimentari, ma deve dimostrare di avere la forza per superare l’ostacolo decisivo. Se non sarà così, l’Arezzo rischia di chiudere prima del termine della stagione.

“L’asta ci sarà subito dopo Pasqua, massimo entro il 20 di aprile – le parole di Luciano Francario – . Ci sono state dimostrazioni di interesse e contiamo di verificarne la fondatezza e la coerenza con le esigenze della procedura fallimentare non appena saranno messi a punto i disciplinari di gara”.

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(Foto: Insidefoto.com)

“Saranno gli stimatori incaricati da tribunale a decretare la base d’asta. Ad oggi è possibile ipotizzare un minimo di certezze attorno alla debitoria sportiva che dovrà essere presa in considerazione dai potenziali acquirenti. Non onorare questa debitoria comporterebbe la mancata affiliazione e quindi l’impossibilità di proseguire l’attività calcistica”.

“Dovremo capire e soprattutto verificare se esistono proposte concrete e fondate per la società – ha proseguito Francario – abbiamo già ultimato l’invetario partendo dai beni mobili proprio per velocizzare l’iter”.

“Possono esserci proposte precedenti l’asta che saranno valutate ai fini dell’asta – ha spiegato invece l’avvocato Ioffredi – non è una gara in cui è necessario arrivare primi. Non ci saranno trattative private, ma sarà una procedura di evidenza pubblica. Se la prima asta dovesse andare deserta? Prima di arrivare ad una seconda – ha concluso Ioffredi – sarà necessario capire se esistono i presupposti per proseguire l’esercizio provvisorio”.

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