Il Chelsea può iniziare a lavorare sul nuovo stadio, che peserà non poco sulle casse dei Blues, considerando il costo stimato di 1 miliardo di sterline. Il club londinese – come riporta la “BBC” – ha infatti risolto una curiosa controversia, che ha visto protagonista la società di Roman Abramovich e una famiglia abitante nella zona adiacente a Stamford Bridge, che ne aveva contestato i lavori di ampliamento.

Controversia nuovo Stamford Bridge, risolti i problemi con una famiglia abitante nella zona
La famiglia Crosthwaite ha infatti emesso nel maggio del 2017 un’ingiunzione attraverso la quale sosteneva che l’espansione a 60.000 posti avrebbe oscurato casa propria, bloccando l’ingresso della luce naturale nell’appartamento. A gennaio, Il Consiglio di Hammersmith e Fulham ha approvato una mozione per impedire che l’ingiunzione bloccasse i piani del club, che nel frattempo ha sottolineato di aver raggiunto un accordo con la famiglia in questione.
Controversia nuovo Stamford Bridge, i lavori dovrebbero partire dopo la stagione 2019-2020
Il Chelsea ha programmato di giocare a Stamford Bridge fino alla fine della stagione 2019-2020 e successivamente sarà costretto a trovare una sede alternativa – probabilmente lo stadio di Wembley – per i quattro anni previsti per la costruzione del nuovo impianto.