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A partire dalla prossima stagione anche la Liga spagnola adotterà la Var. Lo hanno ufficializzato oggi la Federcalcio e la Lega spagnola che hanno nominato una task force per l’attuazione del progetto, composta da Carlos Velasco Carballo, Sergio Sanchez Castaer e Carlos Clos Gomez che lavoreranno al centro operazioni video nel campus della federazione a Las Rozas, vicino a Madrid.

Gli arbitri e gli assistenti inizieranno il training per utilizzare il sistema di riproduzione video da subito. Il fornitore tecnologico scelto sarà MediaPro. In questa fase iniziale l’utilizzo del Var sarà offline, quindi senza alcun collegamento con il campo di calcio e l’arbitro in campo: un modo per testare il sistema in vista dell’esordio nella Liga 2018-2019.

Gianluca Rocchi e Luciano Spalletti guardano il monitore del Var
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Quali saranno le situazioni in cui l’arbitro si potrà affidare al Var? Si parla di game-changing situations, situazioni che possono cambiare una partita, individuate in quattro settori: l’assegnazione di un gol, di un rigore, di un cartellino rosso e in caso di scambi di persona. Sul gol, ad esempio, si potrà verificare se è stata commessa un’infrazione tale da non assegnare la rete: è quindi incluso anche il fuorigioco.

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Le quattro situazioni in cui si può utilizzare il Var

Il funzionamento è formato, invece, da tre diversi step: l’arbitro informa i “moviolisti”, oppure gli stessi informano l’arbitro, riguardo una decisione da rivedere; i moviolisti rivedono le immagini video, spiegando al fischietto cos’è successo; infine l’arbitro, per decidere, potrà prendere per buono quello che gli hanno spiegato oppure potrà lui stesso rivedere il video a bordo campo. L’ultima parola, comunque, spetterà sempre all’arbitro, il che lascia comunque discreto margine all’errore. La richiesta di moviola, comunque, non potrà partire dalle panchine, ma soltanto dallo stesso arbitro o dai moviolisti.