L’8 marzo 2018 Bruno Pizzul compirà 80 anni e a Cormons, il comune in Provincia di Gorizia dove l’indimenticato telecronista Rai è cresciuto ed è recentemente tornato a risiedere, stanno preparando una grande festa per celebrare al meglio questa occasione.
Si tratterà di una vera e propria serata-spettacolo che si terrà venerdì 9 marzo alle 18.30 al Teatro Comunale.
A organizzare l’evento, come spiega Il Piccolo di Trieste, saranno l’associazione Vinext ed il Comune di Cormons nell’ambito della nona edizione di Goal a Grappoli, la manifestazione nata proprio attorno alla figura del grande giornalista ed ex telecronista.
Cormons vuole dedicare a Pizzul un vero e proprio tributo attraverso foto, video, ricordi, aneddoti e soprattutto attraverso la presenza di tanti amici.

Tra coloro che hanno già confermato la loro presenza, nomi di vertice del panorama Rai come i colleghi giornalisti Riccardo Cucchi, Francesco Repice e Marco Civoli, uno dei volti televisivi del mondo del calcio più affermati come Pierluigi Pardo (che condurrà in prima persona l’evento), uno dei commentatori di punta oggi di Sky ma per lungo tempo alla Gazzetta dello Sport come il triestino Paolo Condò.
Ma anche ex calciatori degli anni in cui Pizzul era la voce di punta alla Rai come Aldo Serena, Eraldo Pecci, Franco Causio, e allenatori come Edi Reja ed Enzo Ferrari.

Ci sarà insomma il gotha del mondo del giornalismo sportivo e del calcio nazionale all’evento del 9 marzo prossimo.
A collaborare con l’associazione Vinext sono diverse altre realtà del territorio, dall’associazione Tocs di Cormons che si occuperà proprio dell’archivio foto e video relativo a Pizzul, all’Enoteca e al Consorzio Collio che assieme a tante aziende private sosterranno l’iniziativa.
Compleanno Bruno Pizzul, la carriera della voce della Nazionale

Dopo un’onesta carriera di calciatore a Catania, Ischia e Udinese, Pizzul cambiò mestiere a causa di un infortunio al ginocchio.
Laureatosi in giurisprudenza, nel 1969 fu assunto in Rai e l’anno successivo commentò la sua prima partita lo spareggio di Coppa Italia Juventus-Bologna sul neutro di Como.
In pochi sanno che arrivò a quel primo appuntamento con 15 minuti di ritardo ma nessuno se ne accorse perché la partita venne trasmessa in differita.
Per la Rai ha raccontato le principali partite delle squadre di club nelle competizioni europee e nazionali, ed è stato inoltre conduttore della Domenica Sportiva nella versione “estiva” del 1975 e nella stagione 1993/94, affiancato da Simona Ventura ed Amedeo Goria, nonché conduttore, assieme ad altri colleghi, di Domenica Sprint dal 1976 alla fine degli anni ’80.
A partire dai campionato del mondo 1986 in Messico gli fu affidato anche l’incarico di telecronista delle partite della nazionale italiana, anche a causa di un malore per l’altitudine occorso al suo predecessore nell’incarico Nando Martellini.
Ma la prima esperienza di livello fu l’altro Mondiale del Messico, quello del 1970, dove Pizzul apprese i segreti del mestiere da un totem come Niccolò Carosio.
«Il consiglio che mi dette fu un po’ particolare: col suo tipico tono affermò – spiega Pizzul al Piccolo – “Ragazzo, ricordati che se vuoi fare questo mestiere devi avere sempre un bicchiere di whisky accanto a te: se sbagli, almeno la gente saprà qual è il motivo del tuo errore».
Pizzul mantenne il ruolo di telecronista delle partite della Nazionale ruolo fino al 21 agosto 2002, dopo aver raccontato gli azzurri in tv in cinque campionati mondiali e quattro campionati europei. L’ultima partita dell’Italia da lui commentata, che segnò anche il suo commiato dalla RAI, fu l’amichevole giocata a Trieste e persa per 1-0 contro la Slovenia.
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Durante il periodo in cui Pizzul fu il telecronista Rai della Nazionale, gli azzurri non sono mai riusciti a conquistare un trofeo. Ci riusciranno solo nel 2006, laureandosi campioni del Mondo per la quarta volta, battendo la Francia ai rigori nella finale di Berlino. Finale che però Pizzul non ebbe la possibilità di commentare.
«Non l’ho mai sentita come una cosa che mi mancasse», ha spiegato Pizzul in un’intervista, «Mi è dispiaciuto che non l’abbia vinto a Italia ’90 perché lo avrebbe meritato, quello sì, ma le altre volte non lo avrebbe neanche meritato, quindi…»
Da telecronista della nazionale Pizzul detiene però un record tuttora imbattuto, quello dell’audience. La semifinale Italia-Argentina andata in onda su Rai 1 il 3 luglio 1990 è stato l’evento tv più seguito di sempre in Italia da quando esiste l’Auditel.
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