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La Coppa del Mondo FIFA (Insidefoto)

Il presidente della FIFA Gianni Infantino, è pronto per la più grande rivoluzione dei calendari che si sia vista negli ultimi 30 anni.

E il 2018 sarà l’anno decisivo: con le elezioni in vista nel 2019 il piano che verrà presentato nel congresso di marzo rappresenterà una sorta di piano programmatico per il futuro.

In questo momento la FIFA organizza 9 competizioni maschili e 4 femminili, oltre ai tornei olimpici per conto del comitato olimpico internazionale.

Di queste, tuttavia, solo il Mondiale maschile non è in perdita.

Una condizione che per il nuovo corso FIFA è inaccettabile

E’ giunto quindi il momento di tagliare i rami secchi. Anche perchè è impensabile che il Mondiale continui a finanziare tutti i tornei oltre che i programmi di sviluppo e l’amministrazione della federazione mondiale.

I rapporti con gli sponsor, del resto, non sono ai massimi storici dopo il FIFA Gate e due anni di perdite importanti impongono scelte.

Il primo torneo a chiudere sarà la Confederations cup, e non solo per le difficoltà a trovare date dopo il caos generato dalla designazione del Qatar per i mondiali 2022.

Il vero obiettivo è quello di andare dritti all’organizzazione del mondiale per club, già nel 2021, con l’obiettivo di dare una finestra importante non solo ai club europei ma anche a quelli degli altri continenti.

Per questo sarebbero ancora in discussione i modelli della competizione.

Sul fronte dei tornei giovanili: il recente mondiale Under 17 in India, vinto dall’Inghilterra, ha rappresentato un buon banco di prova per il futuro.

Dal punto di vista sportivo l’obiettivo, per i giovani, è quello di creare competizioni annuali e di classificarle anno per anno: quindi tornei under 17, 18, 19 e cosi via.

Dal punto di vista organizzativo si vogliono invece creare occasioni per le federazioni solitamente escluse di ospitare grandi eventi.

Per il calcio femmiile, invece, l’idea è quella di una World League sul modello del volley. Si tratterebbe di una grande novità in grado di dare lustro ad uno sport che riesce ad offrire il meglio di sè quando sono le nazionali a rappresentarlo.

Un piano sicuramente ambizioso per Infantino, pronto ad inaugurare un nuovo corso dopo il lavoro impostato nei suoi primi due anni in carica.

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