Ivan Perisic (Insidefoto.com)
Ivan Perisic (Insidefoto.com)

Limiti esportazione capitali dalla Cina nel calcio – La stretta delle autorità cinesi all’esportazione di capitali fuori dal Paese e agli investimenti nelle società di calcio, potrebbero influire sulla strategia di Suning e limitare la capacità di supporto finanziario all’Inter.

E’ lo stesso club nerazzurro, in un documento ufficiale messo a disposizione dei sottoscrittori del bond da 300 milioni, ad illustrare tutti i rischi associati alle direttive emanate la scorsa estate dalle autorità di Pechino.

Nei prossimi paragrafi riportiamo in corsivo quanto contenuto nel documento ufficiale dell’Inter alla voce “fattori di rischio”.

Limiti esportazione capitali dalla Cina nel calcio: così Pechino può limitare Suning

La politica e le regolamentazioni del governo cinese e il suo cambiamento rispetto agli investimenti in uscita e valuta estera, nonché le condizioni politiche ed economiche in Cina potrebbero limitare la quantità di investimenti di Suning nell’Inter.

Il governo cinese ha recentemente classificato gli investimenti in squadre sportive come “investimenti limitati”.

L’Inter è dipendente dai contributi di capitale di Suning ed eventuali restrizioni alla capacità di Suning di fornire tali contributi influenzerebbe negativamente le attività e i risultati delle operazioni dell’Inter.

Queste restrizioni possono anche influire negativamente sulla nostra capacità di riscuotere somme a noi dovute in termini di sponsorizzazioni e di altri contratti stipulati con controparti in Cina.

L’Inter dipende dai contributi di capitale di Suning sia per quanto riguarda la liquidità necessaria alla gestione ordinaria sia per mantenere i livelli minimi di capitale richiesti dalla legge italiana.

Limiti esportazione capitali dalla Cina nel calcio: il nuovo quadro regolamentare

Il governo cinese ha apportato cambiamenti significativi nelle sue politiche e regolamenti, specialmente in relazione ai controlli sul capitale.

Essendo Suning un’azienda cinese, con la maggior parte delle sue attività in Cina, la sua capacità di investire denaro al di fuori della Cina potrebbe essere influenzata negativamente da questi controlli.

In risposta al persistente deflusso di capitali dalla Cina, la PBOC e la SAFE hanno implementato una serie di misure di controllo del capitale negli ultimi mesi, comprese procedure di controllo severe per società nazionali cinesi di rimettere valuta estera per investimenti esteri, pagamenti di dividendi e rimborsi di prestiti agli azionisti.

Anche il governo cinese ha mostrato interesse alla regolamentazione delle attività commerciali degli investitori in squadre sportive straniere in particolare e, come parte dei suoi sforzi in corso per regolare gli investimenti all’estero da parte delle imprese cinesi, ha pubblicato un insieme di linee guida sugli investimenti il 18 agosto 2017 che classificano gli investimenti all’estero.

Sotto queste linee guida, gli investimenti nel settore dello sport sono stati classificati come “investimenti limitati”.

In generale, gli “investimenti limitati” richiedono o la presentazione o l’approvazione da parte della Commissione per lo sviluppo nazionale e le riforme (National Development and Reform Commission) e del Ministero del commercio o delle loro rispettive controparti locali.

Mentre alcuni “investimenti limitati” (ad esempio, gli investimenti nel settore sportivo) in precedenza richiedevano solo di essere notifica, secondo le linee guida di agosto 2017 tali investimenti ora richiedono l’approvazione.

Se questo dovesse portare nuove leggi o regolamenti sui proprietari di attività sportive all’estero, oppure se la PBOC o la SAFE implementassero ulteriori controlli sui capitali, a Suning potrebbe essere potenzialmente impedito di fare ulteriori investimenti, spinto a ridurre il suo finanziamento all’Inter o potenzialmente essere costretto a vendere l’Inter.

Limiti esportazione capitali dalla Cina nel calcio: non ancora pagate le sponsorizzazioni dell’Inter

Inoltre, mentre aumentiamo il volume di accordi di sponsorizzazione e diritti dei media con controparti in Cina, potremmo anche incontrare difficoltà nell’ottenere i pagamenti a noi dovuti a fronte di tali accordi a causa delle difficoltà nel rimettere la valuta estera fuori dalla Cina.

Ad esempio, a partire dal 30 settembre 2017, 25 milioni di euro di ricavi che abbiamo rilevato nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2017 sotto il Naming Rights and Sponsorship Agreement non sono ancora stati pagati.

Inoltre, 12,3 milioni di euro e 7,5 milioni di euro di ricavi che abbiamo registrato rispettivamente nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2017 e nei tre mesi terminati il 30 settembre 2017, nell’ambito dell’accordo di sponsorizzazione con Beijing Yixinshijie non sono ancora stati pagati a causa di ritardi causati dal controllo dei capitali sulla remissione di valuta estera della Cina.

Limiti esportazione capitali dalla Cina: il caso estremo per l’Inter

Inoltre, l’Inter richiede un impegno finanziario da parte di Suning per certificare la continuità aziendale nei suoi rendiconti finanziari.

Senza la lettera di supporto fornita da Suning o ulteriori iniezioni di capitale o le conversioni dei prestiti agli azionisti in azioni, la continuità aziendale dell’Inter potrebbe essere a rischio.

9 COMMENTI

  1. […] La stretta delle autorità cinesi all’esportazione di capitali fuori dal Paese e agli investimenti nelle società di calcio potrebbero influire negativamente sulla strategia di investimento di Suning nell’Inter. Questo, in sostanza, è quanto si apprende in un documento ufficiale del club nerazzurro, atto ad illustrare tutti i rischi associati alle direttive emanate la scorsa estate dalle autorità di Pechino, messo a disposizione dei sottoscrittori del bond da 300 milioni. Il testo viene riportato integralmente dal sito Calcio e Finanza (qui il link al sito):  […]

  2. Purtroppo come temevo questa stretta sull’esportazione di capitali cinesi sarà un brutto grattacapo per Suning e l’Inter…
    Certo che c’è una buona dose di sfortuna.
    Per una volta che si era trovato un proprietario solido, serio, con un progetto di crescita e investimenti ambizioso, che finalmente si poteva guardare al futuro con entusiasmo…ecco che immancabilmente arriva questa mazzata a complicare tutto. Bah

  3. Siamo nei guai fino al collo, è di tutta evidenza che avere una proprietà cinese è una colossale fregatura e non ha nulla a che vedere con gli sceicchi arabi o i miliardari russi o americani. E non c’è nulla che possa far pensare che le cose cambino in futuro, anzi. Oltretutto non ci pagheranno nemmeno le sponsorizzazioni già in contratto e che venivano date per certe. Invidio la Juventus che da quasi 100 anni ha la stessa italianissima e solidissima proprietà.

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