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(foto Insidefoto.com)

Perché il calcio vale più degli altri sport in Italia? Una domanda che in molti si fanno, soprattuto in occasione di eventi clamorosi legati al mondo del pallone, come ad esempio il flop della Nazionale di Ventura. Sia chiaro, non discutiamo il valore dal punto di vista estetico: i gusti sono gusti (e chi scrive, ad esempio, è appassionato di altri sport oltre al pallone, dal basket allo sci passando per tennis e rugby).

In realtà, tutto ruota proprio intorno ai gusti: in Italia il calcio piace più di ogni altro sport. Lo dicono i numeri, che raramente mentono, come avete imparato a leggere su queste pagine.

Partiamo dal numero di persone che giocano a pallone. Nel 2015 (dati Coni), la Figc aveva 1,099 milioni di calciatori tesserati, su un totale di 4,291 atleti tesserati in tutti gli sport (pari al 25,6%): il secondo sport per numero di atleti tesserati nel 2015 era la pallavolo (Fipav), con 374mila iscritti, seguita dalla pallacanestro a quota 310mila (Fip). A livello di praticanti, nel 2015 (dati Istat) il calcio è stata la seconda attività fisica degli italiani (23%), alle spalle di ginnastica/fitness/cultura fisica (25,2%) e davanti agli sport acquatici (21,1%). Limitandosi agli uomini, il 38% degli italiani nel 2015 dichiaravano di giocare a calcio con continuità o saltuariamente (a seguire sport acquatici al 17,6% e atletica leggera/footing/jogging al 16,6%).

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Argomento tifosi: quanti seguono il calcio allo stadio? Possiamo anche eliminare la Serie A dal contesto, i numeri sono troppo alti per poter essere paragonati con gli altri. Nel 2016/17, la Serie B ha avuto 6.914 spettatori di media a partita, mentre la Lega Pro intorno ai 2.300 (dati Stadiapostcards.com): la regular season della Serie A maschile di basket ha avuto 3.863 spettatori di media (dati Lega Basket), quella della Serie A maschile di pallavolo 2.600 (dati LegaVolley), per l’Eccellenza di rugby intorno ai 900 mentre per le partite di Benetton e Zebre in Pro12 le media è di 2.258 spettatori.

Non solo tifosi allo stadio: ci sono anche quelli davanti alla televisione. In questo caso, non essendo disponibili dati sulla Serie B, il nostro confronto parte dalla Serie A di calcio, che nel ha2016/17 272,5 milioni di spettatori complessivi tra Sky e Premium. La regular season della Serie A di basket  della passata stagione (trasmessa su Rai, Sky e tv locali) ha avuto 10 milioni di spettatori complessivi (dati Lega Basket). Per quanto riguarda i playoff di basket, a serie scudetto tra Venezia e Trento ha avuto circa 3 milioni di telespettatori complessivi (dati Lega Basket), di cui 2,3 sulla Rai in chiaro (803mila spettatori su Rai2 per Gara-6, decisiva).

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La festa della Reyer Venezia per la vittoria dello scudetto (foto Insidefoto.com)

Passando al ciclismo, l’ultima ora delle tappe del Giro d’Italia 2017 (“Giro all’arrivo”) hanno avuto in media 2 milioni di spettatori sulla Rai (tappa più seguita la Pordenone-Asiago, 3,3 milioni di spettatori), ai quali vanno aggiunti i dati di Eurosport, non disponibili. E il calcio in chiaro? Dinamo Kiev-Napoli, la partita delle italiane in Champions League nel 2016/17 meno vista in tv, ha avuto 4,2 milioni di spettatori. Senza considerare che, tra i 50 programmi più visti della storia della tv italiana, 49 sono partite di calcio (fonte Report Calcio 2017 Figc).

Tom Dumoulin, vincitore del Giro D’Italia 2017 (foto Insidefoto.com)

Dalla tv al lato economico. Fatturato del Crotone calcio al 31/12/2016 (sei mesi in Serie B, sei mesi in Serie A): 24 milioni di euro. Fatturato dell’Olimpia Milano, la più ricca squadra di basket (probabilmente la più ricca squadra sportiva italiana al di fuori di calcio) al 31/12/2016: 26 milioni di euro. Complessivamente, il sistema calcio italiano (FIGC+Leghe+campionati professionistici+campionati dilettantistici e giovanili) nel 2014/15 ha avuto un fatturato pari a 3,7 miliardi di euro (fonte bilancio integrato Figc 2016). E il mondo del pallone ha un impatto anche sulle casse dello Stato: il solo calcio professionistico nel 2014 ha infatti avuto contributi fiscali e previdenziali pari a 1,073 miliardi di euro (fonte Report Calcio 2017 Figc).

In sostanza, c’è un motivo per cui si parla così tanto di pallone in Italia: perché il calcio ci piace, e pure tanto. Anche quando dobbiamo parlare dei problemi di un sistema in difficoltà, dopo una figuraccia come quella fatta con la Svezia.

 

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