L'Inno di Mameli è ora ufficialmente l'Inno d'Italia: ma non lo canteremo ai Mondiali

Lunedì sera, quando ormai la partita tra Italia e Svezia si stava avviando alla conclusione sul punteggio di zero a zero, decretando così la storica esclusione degli azzurri dai campionati…

Italia tifosi festa circa massimo campioni del mondo 2006

Lunedì sera, quando ormai la partita tra Italia e Svezia si stava avviando alla conclusione sul punteggio di zero a zero, decretando così la storica esclusione degli azzurri dai campionati del mondo di calcio, dagli spalti di San Siro gli oltre 70 mila spettatori presenti hanno iniziato a intonare spontaneamente l’Inno di Mameli.

Un moto spontaneo, quello del generosissimo pubblico del Meazza, che ha generato forti emozioni anche a chi la partita la stava seguendo alla televisione, ma che non è bastato a spingere gli azzurri a segnare la rete che avrebbe almeno permesso di giocarsi la qualificazione ai tempi supplementari.

L’Inno di Mameli, radicatosi nella cultura popolare proprio grazie alle partite della nazionale di calcio, almeno fino ad oggi non era ancora l’inno ufficiale della Repubblica Italiana, ma solo un inno “provvisorio”. Almeno dal punto di vista della legge.

L'Italia campione del Mondo 2006 festeggia al Circo Massimo (Insidefoto.com)
L’Italia campione del Mondo 2006 festeggia al Circo Massimo (Insidefoto.com)

Il Consiglio dei ministri del 12 ottobre 1946 lo adottò provvisoriamente. “Su proposta del Ministro della Guerra – si legge nel verbale di quel lontano Consiglio dei ministri presieduto da Alcide De Gasperi – si è stabilito che il giuramento delle Forze Armate alla Repubblica e al suo Capo si effettui il 4 novembre p.v. e che, provvisoriamente, si adotti come inno nazionale l’inno di Mameli”.

Nulla di più definitivo del provvisorio, dunque, come spesso accade in Italia.

Poi nella legislatura 2001-2005 vengono presentate sia una proposta di legge ordinaria sia una proposta di legge costituzionale, che però non vengono approvate. Lo stesso avvenne nelle due successive legislature (2006-2008 e 2008-2013).

Curiosamente però una legge del 2012, nata per promuovere il senso di cittadinanza tra gli studenti, prevede che l’Inno di Mameli venga insegnato nelle scuole.

Anche l’attuale legislatura sembrava destinata allo stesso esito e invece la Commissione Affari costituzionali della Camera in poche settimane ha approvato in sede deliberante la legge attesa da anni (di iniziativa di alcuni deputati del Pd), imitata dalla Commissione Affari costituzionali del Senato, che in due settimane ha dato il sì defintivo.

“Abbiamo l’Inno” ha commentato Salvatore Torrisi, presidente della Commissione.

“La Repubblica – afferma la nuova legge – riconosce il testo del ‘Canto degli italiani’ di Goffredo Mameli e lo spartito musicale originale di Michele Novaro quale proprio inno nazionale”.

Ciò significa che tutte e sei le strofe del testo di Mameli costituiscono l’Inno e non solo le prime due, che tutti conoscono per motivi calcistici. E appare quasi una beffa del destino il fatto che i tifosi non possano cantare l’Inno ai mondiali di Calcio per la prima volta dopo 60 anni, proprio dopo la storica approvazione della legge attesa da 71 anni.