Voluntary agreement Milan
Yonghong Li tra David Han Li e Marco Fassone (Insidefoto.com)

Voluntary agreement Milan. Il Milan si prepara all’incontro con la UEFA per il Voluntary agreement, probabilmente una delle partite più importanti per il club rossonero, che presenterà il business plan al 2021 sul quale dovrà riuscire ad ottenere l’ok da parte di Nyon.

A giugno, stando a “La Gazzetta dello Sport”, la società era stata rimandata dall’Uefa che aveva usato una formula amichevole — «il Milan ha rinunciato alla richiesta iniziale e l’ha sostituita con una nuova domanda» — per non dire che era stata proprio Nyon a suggerire di tornare per nuovi esami, dopo aver sistemato alcune cose. Soprattutto le stime dei ricavi del mercato cinese erano sproporzionate.

Per il Milan invece l’UEFA non è mai entrata nel merito del dossier del club, per cui quello di domani sarebbe il primo vero appuntamento della nuova proprietà rossonera nel cuore dell’istituzione calcistica europea. Per questo motivo la delegazione rossonera che si presenterà domani a Nyon porterà con sé un piano di rientro dettagliato, che preveda il pareggio di bilancio al 2021.

Voluntary agreement Milan: la strategia

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L’amministratore delegato del Milan, Marco Fassone (Insidefoto.com)

Come prima cosa i costi del mercato 2017 potrebbero essere quasi interamente spesati sul bilancio al 30 giugno 2017, cosa che il Milan potrebbe fare utilizzando un sistema ad aliquote decrescenti, come da noi spiegato qualche tempo fa.

Inoltre il piano sui ricavi in Cina è stato rivisto ed il raggio di espansione non si fermerà ad uno Stato soltanto, ma si allargherà anche ad altre parti dell’Asia. Nel continente infatti il Milan si colloca al secondo posto per numero di tifosi, dietro il Real Madrid. Motivo per il quale diventa importante puntare sul bacino asiatico e su Paesi come ad esempio l’indonesia.

Non più solo Cina, il Milan ridisegna il piano di espansione in Asia

Tra le idee alla base del modello di sviluppo, la possibilità di sfruttare il marchio Milan per le aziende partner, in modo tale che si crei engagement con il pubblico, ma anche un occhio all’aspetto sportivo con la promozione e lo di nuove scuole calcio in Cina (non tanto attraverso l’apertura di nuove academy, quanto attraverso una collaborazione diretta con le scuole cinesi).

Il tutto spinto e aiutato dal lancio del canale tematico del club sul mercato cinese. Al momento due sono le ipotesi sul tavolo per provare a monetizzare i contenuti della futura Milan TV cinese: 1) Stringere un accordo con un broadcaster locale cui “vendere” il brand; 2) Creare sull’account WeChat del Milan una sezione con contenuti video di cui una parte fruibili a pagamento.

Al momento in Cina un primo accordo è stato siglato con Alpenwater – brand d’acqua minerale naturale – diventato official partner dei rossoneri.

Voluntary agreement Milan, occasione unica

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L’appuntamento di domani con la UEFA resta dunque tutto nelle mani del Milan, nei documenti e nelle garanzie che si sarebbe assicurato in questi cinque mesi. Il voluntary è un’occasione unica per riequilibrare le casse. Un’occasione senza appello.

Altrimenti? Niente voluntary, ma nuovo riesame Uefa tra gennaio e febbraio 2018, con un obiettivo di più basso profilo: il “settlement”, il patteggiamento, quello fin qui riconosciuto ai club nel mirino Uefa per i loro conti (il Milan sarebbe il primo ad avere il voluntary). Il patteggiamento però prevede molta meno libertà di movimento, sicuro peggioramento del business plan presentato dal club, limiti (alla rosa, al mercato), sanzioni economiche e anche peggio, sempre fino al 2021.

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