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Formula 1, Sebastian Vettel e Lewis Hamilton (Insidefoto)

Ci saranno tutti, anche i 4 team (Force India, Toro Rosso, Haas e Sauber) che non fanno parte del gruppo strategico di lavoro, alla riunione di domani a Ginevra.

Nelle intenzioni di Liberty Media, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, quello che verrà illustrato dovrebbe costituire il secondo pilastro del progetto Formula 1 post 2020.

Il primo, che riguarda le power unit — meno sofisticate e costose e in grado di attrarre nuovi motoristi — presentato la settimana scorsa non ha ottenuto una accoglienza entusiasta da Mercedes, Ferrari e Renault che coprono con Honda (sinora in silenzio) il fabbisogno attuale del Mondiale.

Un fair play finanziario per la Formula 1

Ma per nulla scoraggiata dalle reazioni negative, Liberty, che su questo fronte è disposta ad accogliere proposte alternative, ma non a mantenere lo status attuale, è pronta ad illustrare la cornice finanziaria futura, che prevede l’introduzione di un tetto di spesa (si dice tra i 150 e i 200 milioni di euro).

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(foto Insidefoto.com)

L’obiettivo, oltre che rendere più sostenibile la partecipazione al Mondiale, è compattare le prestazioni, modificando il concetto della F.1 di oggi dove chi spende di più ha (quasi) la garanzia di vincere. Per Liberty pure chi spende meno ma meglio deve poter emergere.

E’ il modello Leicester (la squadra guidata da Claudio Ranieri che 2 anni fa vinse la Premier sconvolgendo ogni pronostico) lanciato da Ross Brawn.

Domani non si discuterà di come ridistribuire gli utili: non è la sede adatta (gli accordi sono bilaterali, ogni scuderia tratta con il detentore dei diritti commerciali) e prima di discutere di soldi, Liberty vuole avere un quadro preciso di come e quanto si spenderà in futuro in F.1

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