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Faouzi Ghoulam Napoli Napoli 01-10-2017 Stadio San Paolo Football Calcio Serie A 2017/2018 Napoli - Cagliari Foto Andrea Staccioli / Insidefoto

Allarme crociati. All’uscita dal campo durante l’incontro con il Manchester City, Faouzi Ghoulam probabilmente l’aveva già intuito: il legamento crociato aveva fatto crac. L’ennesimo caso di infortunio al legamento del ginocchio ha fatto così scattare l’allarme nel massimo campionato italiano.

In Serie A la rottura del crociato sta diventando una vera e propria epidemia, con la Roma che domina la classifica dei giocatori che ne sono rimasti vittime. E l’elenco si allunga ogni settimana. A Napoli, Ghoulam a parte, ci sono già passati due volte con Milik. La Roma è addirittura arrivata a 11 casi in due anni, l’ultimo il terzino Karsdorp. E poi Inter, Sassuolo, Crotone: a 4 mesi dall’inizio della stagione la serie A è al 7° legamento saltato, contro i 5 in Spagna, 4 in Germania, 2 in Inghilterra e 1 in Francia. In totale si è arrivati a 19 lesioni. Un dato preoccupante se si considera che nel 2015-16 furono 9 in tutta Europa.

Comunque troppi i casi italiani, perché si possa considerare tutto frutto della casualità. Anche perché in altri campionati le cose stanno diversamente: in Premier in questo avvio di stagione non si sono registrati crac al ginocchio, ma solo infortuni muscolari.

Rick Karsdorp, Roma (Insidefoto.com)

Il prof. Carlo Tranquilli, ex medico della nazionale under 21 e consulente del Coni e varie federazioni, ha provato a dare una spiegazione di questo evento parlando a “La Repubblica”: «Io penso che, in assenza di riscontri scientifici certi, questi infortuni siano dovuti anche alla casualità. Non c’è un fattore scatenante recente. Dire che i problemi dipendano dal fatto che in estate molti club fanno le tournee invece di allenarsi è un’ipotesi, ma servono prove certe. Fifa e Uefa si sono mosse sul discorso prevenzione, con un protocollo che prevede per i giocatori tempi di recupero adeguati e una serie di esercizi preparatori, di scarico e rinforzo muscolare. Si può pensare che non tutti lo seguano, magari perché una squadra ha una rosa ristretta».

Dunque poche certezze, anche se va tenuto in considerazione che quattro soggetti su cinque ritornano a praticare un’attività sportiva dopo esser stati operati per ricostruzione del legamento, ma solo il 65% circa torna allo stesso livello atletico che aveva prima della lesione.

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Per il dott. Riccardo Ciatti invece, la colpa sarebbe da attribuire in parte ai tacchetti delle scarpe da gioco: «Le scarpe di oggi inchiodano sempre di più il piede al terreno. Ma così se hai una torsione brusca, il ginocchio può subire un danno. Quando c’erano i tacchetti tondi una torsione si scaricava su piede e caviglia e si stressava meno il ginocchio».

Tuttavia non esiste una sola causa, spiega Ciatti all’Ansa: «Questo infortunio è multi fattoriale. I terreni di gioco non sono standardizzati: ci si allena e si gioca su campi diversi, le risposte elastiche sono diverse e creano stress che possono confondere il corpo. Le stimolazioni in allenamento poi sono sempre maggiori, mirate al massimo della performance, e vanno a scapito del corpo umano. Si lavora per accelerare i ritmi di gioco, si sviluppa la massa muscolare senza curare l’atletizzazione, le partite aumentano e s’ignorano i segni di stanchezza. Ma se sei stanco controlli meno il tuo corpo: basta una piccola distrazione e sei fatto».

Ci sono poi fattori anatomici – un ginocchio che si estende più della media ha più possibilità di saltare – e anagrafici – se ti rompi prima dei 20 anni, la ricaduta è probabile – oltre a una questione di periodi: le rotture del legamento si concentrano nell’ultimo mese della stagione e in autunno.

2 COMMENTI

  1. Difficile trovare le cause? certamente non è facile, un mio contributo: bisogna correre e coordinarsi con la palla in movimento, le rotture sono arrivate per movimenti sbagliati e quindi da coordinazioni errate. Il movimento preliminare al gesto tecnico è attività cognitiva e quindi di attenzione che si deve avere sempre.
    Tempo fa in un articolo che trattava lo stesso argomento:” I giocatori con tasso tecnico più elevato sono quelli che si infortunano di meno. Il gioco del calcio è simmetrico (qualcuno di no), bisogna saper adoperare entrambi i piedi così diminuiranno gli infortuni, ma i movimenti complessivi (preliminari e gesti tecnici) vanno sempre allenati con la palla per coordinarsi correttamente al massimo della capacità individuali, ma il come si fa? non lo spiega nessuno.

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