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Il via libera definitivo allo stadio della Roma “spero arrivi, ma non dipende da noi, ci attendiamo la risposta della Conferenza dei servizi, una risposta che serve al Paese”. Il direttore generale della As Roma, Mauro Baldissoni, parla dello stadio dal palco del convegno dei Giovani di Confindustria. “Se la luce verde arrivasse veramente oggi, cioè in 2-3-4 settimane noi puntiamo a chiudere il finanziamento necessario, pulire il sito e avviare i lavori entro il primo trimestre dell’anno prossimo; poi ci sono 26-28 mesi per la costruzione per arrivare all’apertura alla fine della stagione 2020-2021. Il ritardo di 2-3 settimane significa ritardare di una stagione”.

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Il progetto del nuovo stadio della Roma

Anche perché lo stadio sta diventando sempre più una necessità economica. “Nel 2005 – spiega Baldissoni, come riporta Il Tempo – fu inaugurata l’Allianz Arena a Monaco di Baviera dove gioca il Bayern generando il 57% dei ricavi dallo stadio; l’anno successivo, nel 2006, l’Emirates è stato inaugurato a Londra per l’Arsenal e ha portato +111% dei ricavi dallo stadio. L’unico esempio che abbiamo è in Italia è lo Juventus Stadium che ha portato +175% dai ricavi da stadio».

Come riporta il Corriere dello Sport, dalla Regione, però, frenano sulle tempistiche. La conferenza dei servizi scadrà infatti il 28 dicembre e, poiché le integrazioni sono state consegnate solamente nell’ultimo giorno utile, i tecnici non prevedono di pronunciarsi nelle tempistiche richieste dalla società giallorossa. Anzi, esiste anche la possibilitaà che venga chiesto un mese di sospensione per valutare al meglio il dossier, spostando la scadenza a fine gennaio.

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Resta da sciogliere anche il nodo del Ponte di Traiano. La struttura era stata eliminata dal progetto in seguito alla richiesta della Giunta Raggi di ridurre le cubature: ora però i tecnici ritengono necessario un ulteriore via per snellire la viabilità. Un nodo anche economico: la Roma era infatti disposta a pagare per la costruzione solo considerando le cubature del primo progetto.

1 COMMENTO

  1. Marco Spinelli.Quello dello stadio di proprietà è un falso problema,all’estero da sempre gli stadi sono stati di proprietà delle squadre che vi giocano, ma non mi sembra che in passato si sottolineava il fatto che questa proprietà generava ricavi extra.In Italia si vogliono costruire nuovi stadi solo per fini speculativi in modo da valorizzare in qualche modo le aree circostanti all’impianto.A parte il Caso Juventus,ma in questo caso è il buon momento storico della squadra che fa da effetto trascinamento, non mi sembra ad esempio che Sassuolo ed Udinese lo stadio di proprietà abbia fatto decollare i loro introiti.Se dai tutte le partite in diretta e la squadra è poco competitiva non è chi il tifoso si senta sollecitato ad andare allo stadio e a frequentare tutte le attrazioni commerciali che poi costruirgli attorno.Se si vuole rendere vincente la politica della costruzioni di stadi proprietà con annessi servizi commerciali si deve ripensare il rapporto tra Calcio e televisione,se resta la situazione attuale si rischia solo di produrre cattedrali ne deserto con consumo gratuito di suolo che potrebbe essere destinato ad usi più utili alla popolazione.

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